Avellino, Bologna e Venezia: Champions, coppa della bella Italia

Un punto sulla due giorni della principale competizione FIBA
25.10.2018 13:12 di Ennio Terrasi Borghesan Twitter:   articolo letto 129 volte
Avellino, Bologna e Venezia: Champions, coppa della bella Italia

Dalla sua (controversa) introduzione, l’Italia ha avuto fortune alterne in Basketball Champions League: nella stagione inaugurale ci sono state le Final Four raggiunte da Venezia e i quarti di finale di Sassari, ma nel 2017/18 nessuna squadra italiana ha superato la prima fase.

In entrambe le stagioni l’inizio era stato al ralenty: 8 vittorie azzurre a fronte di 6 sconfitte nelle prime tre giornate nel 2016/17 e 6-8 l’anno successivo, in entrambi i casi considerando i preliminari vinti (entrambi con un record di 1-1) da Varese prima e Capo d’Orlando poi, andatesi ad aggiungere al solido terzetto formato da Venezia, Sassari e Avellino.

Nonostante il 2018/19 non sia iniziato al meglio, con l’eliminazione di Cantù nell’ultimo turno preliminare contro Anversa, la fase a gironi sin qui ha visto un dominio italiano: 9 vittorie in 9 partite per Venezia, Avellino e la novità della Virtus Bologna, con le nostre tre rappresentanti saldamente al comando dei rispettivi gironi e già ben avviate verso una tranquilla qualificazione.

Un inizio senza precedenti, se si pensa che nelle ultime due stagioni -le prime della competizione FIBA- nessuna squadra italiana aveva vinto le prime tre partite della fase a gironi. Un inizio che rende merito alle ambizioni europee delle tre squadre: forti di una gran voglia di riscatto, dopo l’eliminazione della scorsa stagione parzialmente riscattata dalla finale tutta italiana (la prima in 25 anni) in Europe Cup, Venezia e Avellino sono tra le favorite della manifestazione forti anche di un roster di altissimo livello. Norris Cole, ad esempio, è per distacco l’MVP delle prime tre giornate.

Quanto alla Virtus, non poteva esserci ritorno in Europa dopo 9 anni migliore di questo: a differenza di irpini e lagunari i felsinei non erano teste di serie al sorteggio e pertanto hanno avuto in dote un girone decisamente più complicato ma fin qui affrontato al meglio. I margini di crescita della squadra fanno sì che non sia impossibile vedere i ragazzi di Sacripanti come una vera outsider della competizione, e in Champions League il margine per sorprese c’è sempre stato nei due anni precedenti.