Una serata da incubo: perdono Venezia, Avellino, Torino e Reggio

Quattro sconfitte su quattro partite giocate per le italiane, grande beffa per i campioni d'Italia
 di Fabio Cavagnera Twitter:   articolo letto 140 volte
Una serata da incubo: perdono Venezia, Avellino, Torino e Reggio

La vittoria di Sassari nel primo pomeriggio è l’unica gioia di questo mercoledì europeo per le italiane, tutte sconfitte nella serata. La beffa principale arriva per l’Umana Venezia: i campioni d’Italia vengono battuti sulla sirena sul campo dell’Estudiantes Madrid (81-80), con il canestro decisivo di Landesberg. Una partita sempre piuttosto equilibrata, anche se gli orogranata sono più spesso in vantaggio, prima del beffardo finale: Brizuela pareggia dall’arco il +3 lagunare, Johnson segna quello che pare il canestro della vittoria a 3”2 dalla sirena, ma Landsberg non è d’accordo e fanno festa gli spagnoli.

Restando in Champions League, è un brutto stop interno quello della Sidigas Avellino contro Bonn (61-69), subendo così la prima sconfitta europea casalinga. Gli irpini non sono in serata e sono costretti ad una partita sempre all’inseguimento, con la fuga decisiva degli ospiti nel quarto periodo, guidati dai 17 di Mayo ed i 13 di Gamble. Non bastano i 16 di Wells. Passando all’Eurocup, la Grissin Bon Reggio Emilia lotta, ma viene battuta sul campo del Galatasaray Istanbul (82-72) e vede complicarsi la strada europea. Alla squadra di Menetti non bastano i 19 punti di Reynolds, i 16 di Julian Wright e i 13 di James White.

La serata disastrosa delle italiane si chiude ad Andorra, dove la Fiat Torino subisce l’ennesima sconfitta (83-77) di un periodo molto difficile tra campionato ed Eurocup. Gli uomini di Banchi sono sempre in difficoltà e sotto nel punteggio, escluso un 5-0 illusorio in avvio, pur reagendo in più di un’occasione ed arrivando ad un finale in volata. Dove, comunque, sono i padroni di casa a restare più lucidi e trovare il successo, trascinati da Fernandez (19) e Stevic (16). I piemontesi hanno buone prove dagli uomini sotto osservazione (Vujacic e Patterson 16), ma non è sufficiente.