Il presente (buio) e il futuro di Alessandro Gentile

Qualche riflessione sulla separazione tra Gentile e il Panathinaikos, ma soprattutto sul suo futuro.
07.03.2017 13:00 di Simone Mazzola Twitter:   articolo letto 2246 volte
Il presente (buio) e il futuro di Alessandro Gentile

La stagione 2016/17 è stata sicuramente quella che ha sancito la caduta verticale di uno dei più grandi talenti che il nostro basket abbia prodotto in questi anni. Alessandro Gentile non solo ha rotto definitivamente il matrimonio con la "sua" Milano, tra l'altro con la compartecipazione della società, ma ora ha anche fatto arrivare ai minimi storici la sua affidabilità e tutto il credito che si era guadagnato perlomeno sul campo in questi anni. Il suo divorzio con il Panathinaikos arriva solo due mesi e mezzo dopo quel suo arrivo all'aeroporto di Atene in quella fetta verde della città che fu già di suo padre anni fa.  Sembrava si una soluzione temporanea, ma con la possibilità di far rinascere la carriera di Alessandro e farla consolidare proprio tra le mura del Partenone. Così non è stato e, nonostante un bellissimo post su Instagram del compagno Nick Calathes, "Uno dei migliori compagni di squadra che abbia mai avuto" Alessandro è senza squadra...ancora.

Calathes non è il primo e probabilmente non sarà l'ultimo compagno che spezza una lancia a favore del Gentile persona all'interno della squadra, ma ora due indizi cominciano a fare una prova (non definitiva ma perlomeno attendibile) dei problemi gestionali che questo ragazzo porta assieme al suo enorme talento.
I dettagli e i motivi della separazione non sono noti e, come per la querelle con Milano, saranno davvero conosciuti solo ai protagonisti in questione, ma la mente non può che andare a qualche mancanza piuttosto seria da parte del giocatore che con una gestione non esemplare di se stesso ha gettato alle ortiche una stagione intera.

E ora che fare? Tornare a Milano (con cui ha ancora il contratto per il 2017/18) non è praticabile, cercare un'altra squadra che però non possa farlo giocare nè in Serie A, né in Eurolega e nemmeno in Eurocup potrebbe non dare nulla alla sua stagione, quindi gli scenari si restringono sempre di più. Dopo questo tornado che lo ha compito negli ultimi nove mesi, forse sarebbe saggio prendersi qualche mese di libertà, magari affidarsi a un allenatore individuale come fece in estate con Penberthy sul tiro e lavorare fortemente sul suo gioco e sui suoi punti deboli. L'obiettivo sarebbe lasciar scemare tutto il chiacchiericcio e le fisiologiche polemiche che lo colpiranno da qui in avanti per poi presentarsi al prossimo appuntamento con la mente sgombra, la forza del lavoro in palestra nella testa e nelle gambe, pronto ad affrontare quella che, a livello di credibilità, assomiglierà molto all'ultimo test per la redenzione.

Secondo quanto riportato a Basketissimo, sembra possibile un ritorno dallo stesso Mike Penberthy per un secondo workout nel prossimo futuro, corroborando l'idea che un lavoro specifico sul suo gioco sarebbe un vero toccasana per il futuro.