Serie A, una riforma e tante perplessità. E la Supercoppa italiana…

Un commento sulle possibili modifiche al massimo campionato per le prossime stagioni
27.05.2017 16:58 di Fabio Cavagnera Twitter:    Vedi letture
Egidio Bianchi
Egidio Bianchi

Di ufficiale non c’è ancora nulla, ma le indiscrezioni arrivate dalla Legabasket sulla riforma dei campionati lasciano più di una perplessità (almeno al sottoscritto). Provare a riportare in Serie A le grandi piazze è sicuramente positivo, per dare più appeal e visibilità alla massima serie, però la via scelta rischia di vedere due anni di partite inutili, già da metà campionato. Bloccare le retrocessioni significa lasciare tante squadre senza obiettivi ben presto nella stagione, con il rischio di vedere sul parquet formazioni demotivate o, ancor peggio, prive dei propri elementi migliori.

Già quest’anno, appena alcune squadre hanno raggiunto il loro obiettivo, hanno ceduto alcuni giocatori a squadre di A2 o all’estero, mettendo così in pericolo la regolarità del campionato. Sia ben chiaro, il tutto è avvenuto all’interno del regolamento e, quindi, non si può dire assolutamente nulla a chi ha utilizzato questa strategia per poter ricavare qualche soldo in più. Ma con la nostra (poca) cultura sportiva, giocare senza retrocessioni è un rischio elevatissimo, forse troppo alto. Resta anche da capire la sostenibilità economica di un torneo a 18 o, ancor di più, a 20 squadre, dove già con 16 è capitato in più di una stagione vedere società fare fatica ad arrivare al termine del campionato.

Ora vedremo cosa dirà la Fip, soprattutto sul blocco delle retrocessioni, visto che il diritto sportivo è stata una delle basi di ogni discorso fatto negli ultimi anni. Dall’assemblea di Lega milanese, è arrivata anche l’indiscrezione di una Supercoppa italiana da giocare all’estero, replicando quanto fatto dal calcio negli ultimi anni. Mi pare il nostro movimento non sia pronto per un salto del genere: quando la tua miglior squadra chiude all’ultimo posto l’Eurolega, è il sintomo (non l’unico) di un campionato di livello non così alto. E per convincere spettatori neutrali a venire a vedere una manifestazione, seppur interessante, che non li riguarda, lo spettacolo offerto è fondamentale.