Croazia corsara in Francia, già in palla la Grecia, molto bene la Spagna

Amichevoli un po' sparse in giro per l'Europa per testare le nazionali che andranno ad Eurobasket 2017
 di Domenico Landolfo  articolo letto 255 volte
Croazia corsara in Francia, già in palla la Grecia, molto bene la Spagna

La preparazione del prossimo Europeo, nonostante problemi di condizione e di forma, e anche di infortuni e assenze precauzionali, prosegue senza sosta in tutta Europa, con molte delle nazionali, anche delle big in particolar modo, che stanno scaldando il motore. Con particolare attenzione agli ultimi due giorni, tra Patrasso e Tenerife si sono volti due tornei sicuramente interessanti che hanno anche lasciato lo spazio a sorprese, mentre il gran gala francese ha riservato un’amara sorpresa al pubblico transalpino.

Partiamo infatti forse dal match più spèttacolare, che ha visto di fronte la Francia del nuovo corso post Nba, per così dire, priva di tanti dei suoi pezzi pregiati, cedere alla lunga in un match già di altissimo profilo contro una Croazia che magari non ha inserito per forza giocatori nuovi nel suo roster cementato dal tempo, ma che sta acquisendo una consapevolezza dei propri mezzi con la maturazione cestistica delle proprie superstar. Sono proprio i biancorossi con un bel quarto periodo a spuntarla per 87-92, con la prova da leader di Bogdanovic (21), il gioco più fisico – e per questo a queste latitudini più dominanti – di un Dario Saric che dopo l’esperienza ai 76ers è il faro di questa squadra e, mentre i grandi vecchi (Popovic su tutti) tirano la carretta, la crescita esponenziale di un Bender che chiude in doppia cifra. Alla Francia che, come ha detto Diaw, senza mezze misure, deve crescere e valorizzare i suoi giovani in questo momento in cui i più forti sono ai box per infortunio, non bastano i 24 punti di un Fournier leader offensivo, né i 15 di un De Colo chiamato a creare e inventare gioco in una squadra ancora alla ricerca della sua identità, specie per ciò che concerne il pacchetto lunghi.

Nel torneo giocato in terra ellenica, alla fine sono i padroni di casa della Grecia a stravince la competizione, seppur privi, nelle due gare, del loro giocatore migliore, quel Giannis Antetokoumpo che può spostare e non poco il gioco di una squadra anch’essa in mezzo ad un periodo di ricostruzione dopo gli addii negli ultimi anni di Diamantidis e Spanoulis, che potrebbero fare la differenza ancora oggi. Vittorie agevoli contro la modesta Romania in semifinale (106-48) e contro la Gran Bretagna (64-92), con Pappas e Printezis, che possono limitarsi a superare appena la doppia cifra (12 punti a testa) per battere una squadra che comunque ha lasciato una buona impressione.

I britannici, infatti, in semifinale avevano preso uno scalpo importante, ed interessante anche per la nazionale azzurra in vista dei gironi, ossia quello dell’Ucraina, battuta 88-64 con una super prestazione di Okereafor, con l’ex Pistoia che mette a referto numeri importanti (11+4+7), dimostrando il primo costruttore di gioco della nazionale devota a Sua Maestà. Buona impressione anche dal giovane Olanseni, lungo di prospettiva e che, magari irruento nei falli, ha attentato alla doppia doppia in entrambe le gare disputate dai suoi. Per gli ucraini, a cui non è bastato il buon Mishula (12), parziale riscatto nella finalina per il terzo posto, dove è arrivata la vittoria, agevole, contro la Romania per 91-57. Il lavoro per gli ex sovietici è ancora lungo, ma quella fisicità che tanto aveva saputo far male in passato agli azzurri non sembra essere così dominante, ma occhio a sottovalutare Zaytsev e compagni.

Muovendoci verso i climi più ,miti di Tenerife, troviamo due partite che hanno accompagnato la preparazione di Belgio e Spagna e che si sono trovate a fronteggiare una Tunisia che, se nel preolimpico comunque non aveva sfigurato, di certo prosegue nel suo percorso di crescita. La squadra africana batte addirittura  il Belgio 70-65 con 13 punti di Makroun, mentre ai diavoli rossi non bastano i 13 di Tabu, i 10 di Tumba e i 7 dell’immortale Hervelle. Belgio che appare una squadra ancora scollata e un gradino sotto a quella che lottava contro tutti in passato, anche perché di innesti dalle giovanili ne sono arrivati pochi.

L’esordio della nazionale spagnola è stato invece una formalità. Con Llull che sparacchia dal campo, Rubio che si diverte a smazzare assist come cioccolatini, gli iberici liquidano la Tunisia (ancora Makroun migliore dei suoi a quota 10) con un netto 71-45 che mostra tutto il gap tra le due squadre. Rotazioni allargate, Pau Gasol che guida il gruppo con esperienza e 11 punti di pregevole fattura, il resto è storia con una buona prova di Juancho Hernangomez (13) e 11 punti anche per Oriola.