Sacchetti, Scariolo e… Povia. L’emozione Mondiale del milanese

Dalle minors lombarde alla FIBA World Cup con la Costa d’Avorio: le parole del terzo allenatore italiano che sarà presente al Mondiale.
02.08.2019 21:01 di Ennio Terrasi Borghesan Twitter:    Vedi letture
Sacchetti, Scariolo e… Povia. L’emozione Mondiale del milanese

Fine 2007. Mentre Meo Sacchetti esordiva col botto in Serie A, guidando Capo d’Orlando a Final Eight di Coppa Italia e Playoff scudetto -con un certo Gianmarco Pozzecco in campo- per la prima volta nella storia del club siciliano, e Sergio Scariolo viveva la sua ultima stagione sulla panchina di quell’Unicaja Malaga con cui aveva vinto il titolo spagnolo nel 2006 (esperienza che poi contribuirà ad aprirgli le porte della nazionale spagnola), un neanche 30enne Paolo Povia vedeva terminare dopo sei giornate la sua seconda stagione in Serie B2 sulla panchina della Forti e Liberi Monza. Dodici anni dopo, Sacchetti, Scariolo e Povia sono tre dei 32 allenatori che dal prossimo 31 agosto guideranno altrettante squadre nel Mondiale cinese.

Il milanese classe ’79 arriverà in Cina sulla scia di una qualificazione sorprendente ottenuta sulla panchina della Costa d’Avorio, capace di eliminare il più quotato Camerun rimontando un -66 complessivo di differenza canestri nelle ultime tre partite. Un risultato ancora più sorprendente se si pensa che gli ivoriani hanno disputato soltanto quattro edizioni del mondiale nella loro storia (1982, 1986 e 2010), e che nell’ultimo AfroBasket si sono classificati 14° su 16 squadre. “Per noi è molto importante prepararci con partite di questo livello” dice Povia a Basketissimo, in riferimento alla Trentino Basket Cup, che ha visto la sua Costa d’Avorio imporsi sulla Svizzera di Clint Capela prima di cedere in finale all’Italia. “Al Mondiale saremo sempre la squadra che dovrà dare fastidio agli altri. Per noi è importante avere questo riferimento”.

Per gli ivoriani il girone della prima fase sarà decisamente affascinante, visto che si giocherà a Pechino -nella casa delle Olimpiadi 2008 e della fase finale della competizione- contro Polonia, Venezuela e i padroni di casa della Cina: “Abbiamo giocato spesso in queste situazioni, dove non avevamo niente da perdere. Essere la squadra ospitante motiverà senza dubbio la Cina, ma anche noi. Il palazzo sarà pieno, ci sarà tanta gente: abbiamo tutto per poter giocare una partita di livello e approfittare dell’opportunità”.

Il Mondiale è anche un traguardo decisamente importante per Povia, fresco quarantenne la cui carriera si è composta di tanta gavetta, soprattutto tra le minors lombarde e la Svizzera: “Per me, dopo quasi 20 anni di carriera, il Mondiale è qualcosa che mi fa capire che tutti i miei sacrifici hanno avuto un senso. La vita dell’allenatore ti toglie tanto, in questo caso il Mondiale ti rende tutto”.