Esclusiva Scalabrine: “Boston può migliorare, anche in difesa”

Il White Mamba, ora commentatore tecnico per le partite dei Celtics, ai microfoni di Basketissimo.com analizza la prima parte di stagione della squadra di Stevens.
 di Ennio Terrasi Borghesan Twitter:   articolo letto 126 volte
Brian Scalabrine
Brian Scalabrine

Pur non essendo mai stato un giocatore dalle statistiche o abilità atletiche appariscenti, Brian Scalabrine è uno che ha sicuramente lasciato traccia del suo passaggio nel mondo NBA. 

Soprannominato ‘White Mamba’, l’ex giocatore di Nets, Celtics e Bulls -un’apparizione anche in Italia con la maglia di Treviso durante il lockout NBA- è oggi uno dei tanti ex giocatori impegnati come ‘color commentator’ o analisti per i canali regionali che trasmettono le partite delle singole squadre NBA. Campione NBA nel 2008, Scalabrine è una delle ‘voci’ che segue le vicende dei Boston Celtics sin dal settembre 2012, quasi ininterrottamente con l’eccezione di una stagione (2013-14) spesa come assistente allenatore dei Golden State Warriors.

Avendo lui seguito Boston durante la trasferta nel Vecchio Continente per l’NBA London Game 2018, noi di Basketissimo.com ne abbiamo approfittato per rivolgergli qualche domanda sulla stagione dei Celtics e le prospettive a breve termine della squadra di Stevens.

Boston deve lavorare sulla consistenza del suo gioco durante la partita” - dice Scalabrine - “Ha avuto un calendario molto intenso sin qui, perché 43 partite giocate in 70 giorni prima di arrivare a Londra sono tante, e la seconda metà della stagione dovrebbe quindi essere più leggera, così da vedere una squadra più consistente e fresca da qui in avanti”.

Scalabrine sottolinea come Boston sia la prima difesa della Lega, ma “ci sono ancora margini di miglioramento: penso che vedremo un livello molto più alto nel prosieguo della stagione”.

In merito all’usanza che suole considerare come queste lunghe trasferte europee siano un booster nell’accrescere la chimica di squadra e pertanto il rendimento della stessa, Scalabrine va parzialmente controcorrente, sottolineando quali siano a suo avviso gli aspetti realmente importanti per il miglioramento di una squadra: “Non sono un ‘chemistry guy’, penso che passare del tempo insieme a Londra o a Roma non sia minimamente comparabile, come importanza, a quella del lavoro che si mette ogni giorno in allenamento o nelle sessioni video. È quello il lavoro la cui qualità è decisiva nel renderti una squadra forte: è un bene avere una buona chimica di squadra, ti può aiutare, ma non è per forza necessaria”.