Silver: nuovi paesi da esplorare, il rapporto NBA-FIBA e i Ball

Le dichiarazioni più interessanti dellaPa conferenza stampa del commissioner NBA alla o2 Arena per l’NBA London Game.
12.01.2018 16:54 di Ennio Terrasi Borghesan Twitter:   articolo letto 148 volte
Silver: nuovi paesi da esplorare, il rapporto NBA-FIBA e i Ball

Uno dei momenti più attesi, senz’altro mediaticamente, della tre giorni britannica della NBA è la conferenza stampa di Adam Silver. Il commissioner della NBA ha risposto in maniera esauriente alle domande dei giornalisti, prevalentemente incentrate sul rapporto tra NBA e Resto del Mondo.

Sulla relazione tra NBA e FIBA: “È una situazione che seguo con attenzione. Siamo in contatto continuamente con Euroleague e FIBA, e siamo quasi ai margini di questa disputa: riconosco la ‘stranezza’ del fatto che l’NBA sembra avere uno status privilegiato, con i nostri giocatori che non possono raggiungere la loro nazionale per le qualificazioni. L’unica speranza è che spero in una risoluzione del ‘caso’: il basket per crescere in Europa ha bisogno di molto di più di una forte NBA. Ha bisogno di forti leghe nazionali, di forti organismi come l’Eurolega, di nazionali forti e competitive. Il fatto che Mark Tatum, il nostro vice commissioner, sia membro del board della FIBA è importante per noi, così da potere seguire con attenzione gli sviluppi”.

Su LaMelo e LiAngelo Ball in Lituania: “Non so se la scelta dei Ball possa rappresentare un percorso alternativo a quello ‘tradizionale’ di accesso alla NBA. Al di là della copertura mediatica, è una situazione che non sto seguendo molto bene, e penso che principalmente sia una scelta individuale della famiglia Ball. Come lega stiamo però puntando tantissimo sul player development, aumentando le nostre NBA Academy a livello mondiale”.

Su nuove città e paesi per partite di Regular Season e Preseason: “Parigi e Berlino sono due capitali di due grandi mercati per la NBA, e logisticamente sono soluzioni facilmente percorribili per noi: sono casi che monitoriamo continuamente, insieme a Londra, anche per la possibilità di un All Star Weekend da disputarsi in terra europea o per la possibilità, più difficile dal punto di vista organizzativo, di aumentare il numero di partite di Regular Season in Europa. La domanda è alta, potremmo fare soldout anche per 3-4 partite diverse, ma ci sono difficoltà logistiche. Anche Istanbul, in tal senso, è una città dove speriamo di tornare. L’Australia? È un paese che negli ultimi anni ha contribuito tanto all’NBA sui giocatori ‘prodotti’, ma il mercato dovrebbe essere più grande per un evento del genere, ma è una soluzione che stiamo monitorando (anche se non dovrebbe avvenire in un futuro vicino) anche perché mi piacerebbe tanto premiare il sistema australiano capace di produrre giocatori di questo talento. L’Africa? Siamo contenti di quello che negli ultimi due anni abbiamo visto con gli Africa Game, e la possibilità di portare diversi giocatori a disputare un’amichevole abbinando a attività come NBA Cares e Basketball without Borders. Logisticamente è più semplice e sensato continuare a perseguire questa strada nel futuro prossimo”.