Chi può davvero incastrare questi Cavs e questo Lebron James?

Cleveland dopo la bella vittoria in gara 1 sui Celtics ha già staccato il biglietto per le Finals?
 di Domenico Landolfo  articolo letto 144 volte
Chi può davvero incastrare questi Cavs e questo Lebron James?

Dal primo all'ultimo minuto. Leggevo recentemente un libro che lancia en passant delle perle illuminanti: "non scappi dalla tua natura per quanto tu ci possa provare, anche attivandoti a fare il contrario". Questa frase rappresenta in pieno i playoff in stile Lebron James, che dopo aver "sonnecchiato" per tutta la regular season, non venendo nemmeno preso in considerazione nella griglia degli MVP, con l'inizio delle sfide vere ha iniziato a prendere i suoi per mano, fin dalla prima gara contro Indiana. Tra triple doppie, dominio su ambo i lati del parquet, canestri o giocate decisive nei momenti chiave della gara, "King" James ha risposto presente anche al primo appuntamento con le finali di conference, dove è stato la vera forza motrice dei Cavaliers nel successo a Boston.

I numeri quasi offendono la prestazione del nativo di Akron: 38 punti, tirando 14/24 dal campo, 9 assist e 7 rimbalzi, +16 di plus/minus e la padronanza nel gestire il corpo e le energie in ogni fase della gara, dosando se stesso e sapendo esattamente quando innescare i compagni e quando usare la prepotenza del suo talento cestistico per mettere a segno canestri importanti. Sarà pur vero che nel 117-104 finale, incidano e non poco i 32 con 12 rimbalzi di Kevin Love e i 20 punti e 9 rimbalzi di Tristan Thompson, dato che testimonia l'incredibile fatica dei lunghi dei Celtics, ma quando il piede va pigiato sull'acceleratore è Lebron a dare il la a tutta la sua orchestra. C'è da dire, dato di sicuro non meno importante, che questa sfida ha messo di fronte una squadra, che avrebbe la #2 del tabellone, che veniva da due 4-0 consecutivi, mentre Boston, che già aveva faticato con Chicago (4-2), aveva appena 48ore prima finito una serie sfiancante ed emozionante contro Washington, finita con un'epica gara 7.

Cleveland ha avuto tempo e modo di preparare la gara, ricaricare le batterie e mettere sul campo tutta quella foga agonistica che è valsa la vittoria. Boston, al contrario, ha una squadra con evidenti limiti tecnici nel reparto interno che riesce a sopperire a questo handicap solo quando tutti i suoi esterni riescono a portare ritmo ed energia. Se per Bradley questa post season è un continuo inseguirsi di sorprese, se anche Crowder con le triple ha portato qualcosa alla causa, chi invece è andato sopra il par è Isaiah Thomas, che non riesce a trovare quella fluidità e quei canestri di striscia che hanno significato il primo posto a est per la franchigia di coach Stevens.

Chi può battere un Lebron così? Forse al momento nella lega solo un Leonard o un Durant al 100% potrebbero provare a limitare "King" James, e ben sappiamo che entrambi sono reduci da infortuni. Il punto sta che alle spalle della star di Cleveland c'è un supporting cast non indifferente, in cui Irving al momento gioca col freno a mano tirato, JR Smith è solo l'ombra del giocatore tanto dominante quanto spocchioso nell'imbucarla dall'angolo, ma mai fidarsi, e dalla panchina i vari Jefferson, Korver e Williams sono aggiunte non di poca importanza. Servirà qualcosa di particolare per provare a battere i Cavs, specie se il prescelto continuerà nel suo momento di grazia, messaggio in codice sia per il Celtics che per Warriors e Spurs in vista delle Finals per le quali la truppa dell'Ohio sembra già aver prenotato il biglietto.