Central division: i soliti Cleveland Cavs, poi Bucks e poco altro

La preview della division di LeBron
 di Simone Mazzola Twitter:   articolo letto 112 volte
Central division: i soliti Cleveland Cavs, poi Bucks e poco altro

Il nostro viaggio nelle preview prosegue con la Central Division

Cleveland Cavaliers
Parlare di anno zero sarebbe esagerato, ma nella prossima stagione cambierà completamente l’assetto della squadra dopo la trade di Kyrie Irving. Kevin Love partirà in quintetto nel ruolo di centro e a comunicarglielo è stato LeBron James, il vero GM della squadra. Isaiah Thomas è ancora scosso dalla trade che lo ha portato lontano da Boston e a gennaio quando rientrerà vorrà far rimangiare la scelta ai Celtics e a tutta l’NBA, mentre l’ultimo arrivo Dwyane Wade occuperà lo spot di guardia titolare a spese di JR Smith che si è detto piuttosto contrariato. Un altro pilastro degli scorsi Cavs partirà dalla panchina con l’obiettivo di diventare il sesto uomo dell’anno e stiamo parlando di Tristan Thompson che porterà la solita intensità in campo.
La squadra di Lue è riuscita, nonostante la partenza di Kyrie, a mantenere un core che possa permettere di giocare per il titolo, con la speranza che James decida di sposare fino a fine carriera la causa Cavs, decidendo poi cosa fare con Isaiah Thomas in sede di rinnovo.
 

Milwaukee Bucks

La seconda forza della division sono senza dubbio i Milwaukee Bucks, che hanno in Antetokounmpo uno dei potenziali MVP candidate fuori dal coro. Il dramma della morte del padre indubbiamente non influirà sulle sue prestazioni e anzi sarà ancora più deciso a dare spettacolo. La squadra è sostanzialmente invariata rispetto a quella della scorsa stagione e in quest’estate è davvero una mosca bianca, ma tutti attendono il passo in avanti del rookie of the year Malcom Brogdon che sarà chiamato a un ruolo da protagonista. Se dovessero tornare a pieno regime anche Khris Middleton e Jabari Parker (si progetta febbraio come rientro) saremmo davanti a una sicura contender per le semifinali di conference, ma questa squadra ha avuto tanti problemi in passato e soprattutto molto concentrati nei giocatori chiave.
Se dovessero essere sani sarebbero una squadra da sicuro divertimento.

 

Detroit Pistons

Descrivere i Pistons di questa nuova stagione sarà piuttosto difficile perché i pilastri su cui poggiano sono sicuramente Andre Drummond, autore di una scena da cabaret in difesa su valanciunas in preseason, e un Reggie Jackson che non si sa se sia ancora ben voluto in città. L’arrivo di Avery Bradley darà molta più sostanza a una squadra che non ha fatto del cinismo uno stile di vita. Di sicuro a livello di singoli il talento a disposizione di Van Gundy è molto, ma far coesistere giocatori e caratteristiche così eterogenee non sarà facile. Di certo la lotta per un posto in postseason nella non irreprensibile Eastern conference è alla portata, ma molto dipenderà dalle alchimie che si creeranno, considerato il fatto che il roster che inizia la stagione non è detto sia lo stesso che la finirà.

 

Indiana Pacers

Tutto gira intorno alla capacità di diventare stella da parte di Myles Turner, che con la dipartita di George diventa semplicemente la prima opzione offensiva e anche l’uomo del futuro. L’arrivo di Victor Oladipo servirà solo a fargli da spalla, con delle caratteristiche ben precise e ormai conclamate. L’obiettivo è di dare spazio a giovani e comprendere quale sarà l’eventuale ossatura del futuro con l’arrivo di Domantas Sabonis, la presenza di Tj Leaf e McKinney-Jones e una voglia di trovare nuove stelle. In questa stagione le velleità sono ben poche e la voglia è solo quella di ripartire dal dopo george in una era che con PG ha raccolto meno di quello che avrebbe potuto.

 

Chicago Bulls

Se i pacers non hanno velleità, i Bulls probabilmente non considerano nemmeno questa come una stagione alle porte. L’obiettivo è il rebuilding più spinto per passare velocemente al post Jimmy Butler. La contropartita dalla partenza di una stella di tale grandezza è stata misera e soprattutto con meno assets futuri di quello che si potesse pensare con Zach Lavine che non si sa se rimarrà visto che è in scadenza e un Kris Dunn che ha più perplesso che persuaso. Lauri Markkanen sarà il giovane di sicuro interesse da seguire per progettare il futuro che vedrà ancora diversi anni di operazioni di mercato e una luce in fondo al tunnel che pare piuttosto lontana.