Southeast Division: Wizards per la conferma, Miami c’è. E Belinelli…

Diamo uno sguardo alla Southeast Division, verso la nuova stagione NBA
 di Fabio Cavagnera Twitter:   articolo letto 129 volte
© foto di Liverani
Southeast Division: Wizards per la conferma, Miami c’è. E Belinelli…

Dopo aver analizzato ieri l’Atlantic Division proseguiamo il nostro viaggio nelle squadre NBA, verso l’imminente inizio della nuova stagione ed oggi ci occupiamo della Southeast Division, dove c’è anche il nostro Marco Belinelli.

Washington Wizards
La squadra della Capitale, dopo l’ottimo campionato scorso, è chiamata alla conferma. In un’estate piena di colpi di mercato, i Wizards hanno, invece, scelto la strada della continuità, come era anche lecito attendersi. Sono una formazione ancora molto giovane e con un possibile futuro roseo davanti, non smembrarla era la scelta più saggia: così sarà ancora la coppia Wall-Beal a decidere le sorti di Washington, con la possibilità di aprire il campo con Porter e Morris e l’esperienza vicino a canestro di Gortat. Resta il dubbio di una panchina non particolarmente profonda, con gli arrivi di Frazier e Meeks, ma vincere la division pare quasi obbligatorio. Poi nei playoff si vedrà, al momento sembrano la terza forza ad Est, dietro alle ‘solite’ Cleveland e Boston. Con il sogno di provare a fare il colpaccio chiamato Finals.

Miami Heat
Anche in questo caso, siamo di fronte ad una squadra che non ha quasi operato sul mercato. Il 30-11 con cui gli uomini di Spoelstra hanno chiuso la seconda parte della scorsa stagione ha convinto Riley ed il front office a mantenere intatto il nucleo, con la coppia Dragic-Whiteside in primo piano. Ma la vera forza degli Heat è stata la squadra, non avendo una superstar assoluta, ma una serie di buoni (ottimi in alcuni casi) giocatori. Però questa può essere anche la debolezza, per quando arrivano i playoff e le partite in cui avere un leader di primo piano fa la differenza. Per questo l’accesso alla post-season è ampiamente alla portata, andare oltre diventa più complicato.

Charlotte Hornets
L’arrivo di Dwight Howard è stato l’highlight dell’estate a Charlotte. Qualche anno fa avrebbe voluto dire un passo avanti notevole, ora sono più i dubbi delle certezze, viste le stagioni disputate da ‘Superman’ da qualche anno a questa parte. E dal rendimento dell’ex Orlando passeranno buona parte delle fortune di un gruppo di talento (Kemba Walker e Nic Batum su tutti), ma incapace di fare quel salto di qualità atteso nella passata deludente stagione. Il rookie Monk è piuttosto intrigante, la panchina abbastanza profonda ed i playoff sono un obiettivo obbligato (seppur tutt’altro che certo). Altrimenti probabilmente si ripartirà quasi completamente da zero.

Atlanta Hawks
E’ un anno zero per Atlanta. Dopo essere stata la squadra con la striscia più longeva di partecipazione ai playoff ad Est, ma senza riuscire mai a fare il salto decisivo per lottare almeno per le Finals, è arrivata l’ora della ricostruzione. Si riparte da coach Budenholzer e da Dennis Schroder, per il resto è quasi tutto nuovo. A partire dal nostro Marco Belinelli, che potrà ritagliarsi un ruolo da protagonista, passando per Babbitt, Plumlee e Dedmon. Un gruppo abbastanza giovane ed atletico, nel quale il play tedesco dovrà diventare un leader per guidare i compagni. Ma difficilmente potrà bastare, se non per disputare un’annata dignitosa ed iniziare il rebuilding.

Orlando Magic
La formazione della Florida, dalla chiusura dell’era Howard, non è più riuscita ad essere competitiva. Anzi, nemmeno a disputare delle stagioni dignitose, finendo nelle retrovie e spesso con meno di 30 vittorie. Quest’anno la situazione non pare molto diversa dalle precedenti, anche se gli arrivi di Simmons e Speights sembrano andare nella giusta direzione. Basteranno, assieme al talento del rookie Isaac, per dare finalmente il via alla tanto attesa risalita? Il talento non sembra male, seppur non sia da primi posti, ma la chimica di squadra è tutta da verificare. La risposta, come sempre accade, arriverà solamente dal parquet.