Celtics, classe operaia in paradiso: dietro Irving e Horford c’é di più

Nelle 12 vittorie consecutive di Boston il vero protagonista è il collettivo: come la truppa di Stevens è diventata la squadra da battere a Est.
 di Ennio Terrasi Borghesan Twitter:   articolo letto 126 volte
Terry Rozier (Boston)
Terry Rozier (Boston)

Venerdì 20 Ottobre. I Boston Celtics, con le due sconfitte contro Cleveland e Milwaukee nel back-to-back che ha inaugurato la loro Regular Season (e lo shock per il terribile infortunio di Gordon Hayward), giocano sul campo dei Philadelphia 76ers, davanti a un pubblico entusiasta per il primo match casalingo di Ben Simmons e dei ‘nuovi’ Sixers. Un eccellente ultimo quarto regala la vittoria a Boston, ma in pochi avrebbero immaginato che, quasi un mese dopo, quegli ultimi 12 minuti avrebbero segnato l’inizio di una striscia, ancora aperta, di 12 vittorie consecutive.

12 partite in cui il vero protagonista, per i Celtics, è stato il collettivo: un gruppo che ha saputo consolidarsi di fronte alle difficoltà, anche impreviste: gli infortuni occorsi a Horford (contro gli Hawks, il prodotto di Florida è poi tornato nell’NBA Sunday contro i Raptors) e Irving (contro Charlotte) non hanno rallentato la marcia di una squadra che ha saputo trovare protagonisti inattesi.

Jaylen Brown e il rookie Jayson Tatum hanno elevato il loro rendimento in campo, in attacco e in difesa (Brown è stato finora il miglior realizzatore dei Celtics in 5 partite stagionali, le stesse di Irving) e stanno facendo del loro meglio per non far rimpiangere l’assenza di Hayward; Marcus Smart si sta confermando come uno dei giocatori più solidi della lega sui due lati del campo, soprattutto quello difensivo, e anche lui ha elevato il suo rendimento dopo la partenza, in estate, di Avery Bradley; nel reparto esterni si segnalano anche le ottime prestazioni, alla bisogna, di Terry Rozier (importantissimi i suoi 16 punti domenica contro Toronto) e Shane Larkin, lo scorso anno in Europa al Baskonia, che non ha fatto rimpiangere l’infortunato Irving nella vittoria contro Charlotte. Sotto canestro, invece, inizio molto positivo di stagione per l’australiano ex Spurs e Pistons Aron Baynes, che nella vittoria contro i Lakers ha pareggiato il suo career high (21 punti). Sta trovando spazio, e contribuendo in maniera interessante, il rookie tedesco Daniel Theis (4.8 punti, col 59% dal campo, e 4.3 rimbalzi di media in 14 minuti), in doppia doppia (10+10) nella W contro Sacramento in soli 18 minuti di gioco.

Adesso per i Celtics la sfida della notte contro i Brooklyn Nets, prima del big match nella notte tra giovedì e venerdì contro i Golden State Warriors, dove potrebbero essere in ballo due strisce di vittorie consecutive: per i nuovi Celtics sarà anche un esame di maturità, per consolidare le proprie ambizioni dopo che nella striscia di vittorie consecutive sono sinora cadute anche scalpi importanti (come quelli di San Antonio e Oklahoma City).