Dieci in fila per gli Utah Jazz: Ingles, Mitchell e Snyder le chiavi

Il grande momento dei Jazz.
 di Simone Mazzola Twitter:   articolo letto 122 volte
Dieci in fila per gli Utah Jazz: Ingles, Mitchell e Snyder le chiavi

E’ vero che all’inizio della stagione NBA ci possono essere dei valori sfalsati dalla preparazione o dal fatto che le squadre cosiddette underdog partano meglio sorprendendo le big che puntano ad alzare la loro curva di rendimento molto più avanti nella stagione.
Pian piano che passano le settimane i livelli tornano ad essere molto più fedeli alla realtà e le squadra occupano le posizioni commisurate al loro valore.

Poi ci sono le strisce ed è consuetudine che almeno una o due positive e negative vengano vissute da più o meno tutte le compagini, anche se la loro lunghezza (soprattutto per quelle positive) è vincolata all’effettivo valore del roster.
Non sembra essere il caso degli Utah Jazz che stanno cavalcando una serie di dieci vittorie consecutive letteralmente stupendo tutti.
Il roster non è di primissimo livello, seppur annoveri giocatori di decisa solidità da regular season. Da Rubio e Gobert, passando per Favors sino ad arrivare alle vere scoperte inaspettate e preziose.
La prima è Joe Ingles che si sta dimostrando uno dei migliori tiratori da tre dell’intera lega e soprattutto si conferma come mister utilità, cosa che aveva già dimostrato in Europa ma non si pensava potesse replicare negli States.

Ovviamente la seconda e la più lieta è Donovan Mitchell. Il rookie meraviglia è il candidato principe al premio di matricola dell’anno, ma soprattutto sembra giocare a un altro livello di qualità rispetto alle normali deficienze da rookie. Sembra già poter diventare una stella e di certo al momento è la prima opzione offensiva della truppa di Snyder, tanto da guidarla per punti all’interno della striscia di dieci vittorie (cosa riuscita solo a Chamberlain da primo anno).
I meriti poi vanno divisi con lo stesso coach Snyder che ha architettato un gioco adatto alla propria squadra, gestendo le forze e trovando anche da giocatori come Rubio un rendimento qualitativo e sopra la media. 
E’ vero che si sono allineati degli astri, ma la bravura nonostante i movimenti della trade deadline sono insindacabili.