Falli tecnici ed espulsioni: il nervosismo immotivato dei Warriors

I campioni dimostrano di avere qualche nervo scoperto.
 di Simone Mazzola Twitter:   articolo letto 153 volte
Falli tecnici ed espulsioni: il nervosismo immotivato dei Warriors

In una notte in cui ci sono state undici partite e un giocatore, nella fattispecie Devin Booker, ne ha prodotti 46, si penserebbe di eleggerlo a tema cruciale della giornata e invece c’è dell’altro.

I Golden State Warriors continuano a vincere e fin qui c’è ben poco che fa notizia. Per farlo utilizzano il terzo quarto spezzando le gambe agli avversari con parziali incredibili e confermando la peculiarità delle grandi squadre che uscendo dagli spogliatoi danno una sterzata. Quando le partite sono in equilibrio le seppelliscono, ma anche quando si trovano sotto di venti lunghezze come nella notte contro i Pelicans, trovano il modo di ricucire lo strappo con un 15-0 di riaprire ogni gioco.
La partita però è stata tesa fino in fondo e anche quando Steph Curry si è fatto male alla caviglia, la squadra di Kerr è riuscita a resistere e portare a casa il match. La dinamica della distorsione sembrava piuttosto noiosa, ma fortunatamente gli esami strutturali immediatamente dopo la partita non hanno evidenziato problemi e il riposo a cui sarà costretto non dovrà essere di grande entità.

Ciò che desta più sospetto è uno stato psicologico ed emotivo particolare per i Warriors che dimostrano fin troppa frustrazione per il momento dell’anno e soprattutto per il record che hanno. Non mostrano nessuna pietà per gli avversari e li battono con estrema regolarità, però ci sono troppi tecnici ed espulsioni nell’ultimo periodo. Durant era già stato mandato sotto la doccia, poi è toccato a Livingston e questa notte ancora a Durant che ha letteralmente cercato Cousins per provocarlo (forse perché già provocato in precedenza) accendendo un parapiglia dal quale sono usciti con una bella espulsione sia KD che DMC.
I toni della discussione sono stati fin troppo accesi per la situazione e se ci limitiamo strettamente a quel momento, Cousins non è stata la micca che innescato tutto. Oltre a questo sono arrivati due tecnici (uno di Green e uno di Durant) nel lasso di solo un 1.05 minuti all’interno del primo quarto, che parlavano già di un tono emotivo piuttosto alto. Capire fin dove arrivi la tecnica degli avversari di provocarli per farli uscire di testa o quanto ci sia dell’overreaction è difficile, ma anche Kerr è già da qualche giorno che mette l’accento sulla necessità dei suoi di essere più concentrati sugli obiettivi del campo.