Il tracollo Knicks, con Fizdale sulla graticola: i problemi di New York

La squadra della grande mela è nuovamente avvolta nel caos, con una stagione che sembra essere finita prima ancora di essere iniziata
06.12.2019 16:51 di Paolo Terrasi Twitter:    Vedi letture
Il tracollo Knicks, con Fizdale sulla graticola: i problemi di New York

La visione dei New York Knicks in fondo alla classifica è, putroppo per i tifosi dei bluarancio, una visione abbastanza usuale negli ultimi anni, quasi una certezza. E dopo una estate segnata dalle fortissime delusioni date dal Draft e dalla free agency (con il mancato arrivo di Zion Williamson ed i rifiuti di Kevin Durant e Kyrie Irving), si è riprovato a ricostruire, con un gruppo di giocatori dal livello non da All Star ma comunque utili alla causa, come Julius Randle e Marcus Morris. Peggio della scorsa, nefasta, stagione sembrava difficile fare, ma purtroppo i Knicks si stanno superando. 

Dopo le prime dieci gare, terminate con solo due vittorie, Steve Mills Scott Perry si sono presentati alla stampa, dichiarando che le cose sarebbero cambiate, con valutazioni ogni dieci gare. Il record attuale dei Knicks recita 4 vittorie e 18 sconfitte, di cui 8 consecutive. Ai segni timidi di ripresa dopo le gare contro Boston e Philadelphia, sconfitte ma con onore, sono seguiti i tracolli contro Bucks e Nuggets, con oltre 40 punti di media di scarto. Con numeri così, l'esonero di coach Fizdale sembra solo questione di tempo, ma l'ex Grizzlies non sembra curarsene: “Se penso che la colpa sia mia? Non mi interessa davvero per nulla. Non ci penso neanche, a dir la verità. Penso alla prossima squadra che dobbiamo affrontare e a come aiutare i ragazzi nello spogliatoio. Sono ancora l’allenatore di questa squadra”. Tuttavia, con l'impegno "disgustoso" profuso contro Denver, sembra proprio che la squadra non segua il suo allenatore. 

Fiz fa il meglio per noi, ci mette tutto quello che ha” ha detto Marcus Morris, che ha evitato di rispondere sul possibile licenziamento del coach, dopo aver saltato alcune partite per un infortunio al collo causato dall'affetto del figlio “Alla fine siamo noi quelli che scendono in campo: lui può solo allenare, non può giocare al posto nostro”. L'ex Celtics non ha tutti i torti, con i problemi dei Knicks che vanno ben oltre il suo allenatore, ma c'è anche da dire che nonostante lo scarso talento a disposizione, era lecito attendersi forse risultati migliori dalla franchigia del Madison.