Kevin Durant su Lebron James: "Non tutti vogliono giocarci"

Il numero 35 ha parlato di cosa significa essere compagni del prescelto.
06.12.2018 18:33 di Paolo Terrasi Twitter:   articolo letto 242 volte
Kevin Durant su Lebron James: "Non tutti vogliono giocarci"

Cosa significa giocare accanto a Lebron James? Un onore, oppure un onere? E' positivo avere il miglior giocatore del mondo dalla tua parte o è negativo essere sottoposto alle immani pressioni che ne derivano? Sull'annosa questione è intervenuto Kevin Durant, possibile indiziato a raggiungere il numero 23 in gialloviola la prossima estate, quando sarà free agent ed i Lakers avranno lo spazio salariale per firmare almeno un'altra grande stella.

"Dipende da che tipo di giocatore sei. Se sei un giocatore alla Kyle Korver, allora ha senso, perché uno come lui, che non è la prima opzione di un attacco, può soltanto beneficiare dal giocare al fianco di un giocatore che penetra e passa come LeBron e può liberarlo sul perimetro. Ma se sei un giocatore più giovane come Kawhi [Leonard], allora giocare al fianco di LeBron non ha troppo senso. A Kawhi piace avere il pallone tra le mani, controllare l’attacco, dettare i tempi di gioco con gli isolamenti in post-up: lui gioca così, e tanti giocatori giovani oggi hanno uno stile simile: a questo tipo di giocatori non serve un’altra presenza dominante. L’attenzione è altissima, attorno a lui si muovono tutta una serie di adulatori, anche tra i giornalisti, che rendono la situazione un qualcosa che non ha più nulla a che vedere con la pallacanestro. L’ambiente finisce per essere tossico, capisco benissimo perché non tutti vogliano farne parte. Soprattutto quando questo genere di attenzione è costruita sul nulla. Sia chiaro, non è colpa di LeBron: è solo il risultato del fatto che ci sono tantissimi giornalisti/groupie che pendono dalle sue labbra per ogni singola parola. Dovrebbero togliersi dalle scatole e lasciarci giocare a basket" ha commentato il numero 35 a Bleacher Report. 

Di circostanza la risposta dell'interessato ("Devo leggere prima la trascrizione integrale"), che non è caduto nella trappola del virgolettato, che potrebbe sembrare ostile al numero 23, sulla questione sono intervenuti altri giocatori, concordi si sul significato delle parole dell'MVP delle finali, ma non sulla sua opinione: Kyle Lowry dichiara come sia possibile farlo se si hanno le spalle larghe, Tyson Chandler, per esperienza, parla di come sia "un sacrificio da fare per vincere", mentre interessante è il parere di Rudy Gay, che afferma come "Qualcuno può pensare di poter arrivare al suo livello… e quindi vede una presenza ingombrante come quella di LeBron come un ostacolo al proprio sviluppo. Giocatori con caratteristiche simili a LeBron potrebbero non voler giocare assieme a qualcuno che in campo fa le stesse cose. Mi sembra normale allora che vogliano giocare altrove”.

La grandezza dell'ex Cavs è riconosciuta da tutti, ma le conseguenze della stessa generano un dibattito che polarizza l'opinione di giocatori ed addetti ai lavori. Ci sono stelle che sono andate da lui e stelle che hanno preferito mettersi in proprio, come Kyrie Irving, o evitarlo, come Kawhi LeonardPaul George, e Jimmy Butler, previsti tutti come vicini in sede di mercato ai Lakers ma lontanissimi nei fatti e nei rumors: la stella dei Raptors viene piuttosto data vicina ai Clippers in caso di mancato rinnovo in Canada, George da promesso sposo gialloviola non ha degnato Magic Johnson di una chiamata nell'ultima free agency, e l'ex Bulls non ha mai menzionato i Lakers nella sua richiesta di scambio. Insomma, tutti ammirano Lebron James, ma non proprio tutti sembrano volerci giocare insieme.