Knox Knox, chi c'è? Il futuro dei Knicks! Appunti dalla Summer League

Scopriamo come stanno andando i giocatori più attesi della Summer League: si comincia dalla nuova speranza della Grande Mela.
12.07.2018 18:45 di Paolo Terrasi Twitter:   articolo letto 197 volte
Knox Knox, chi c'è? Il futuro dei Knicks! Appunti dalla Summer League

Spesso definita la città dei sogni, a New York i Knicks ne hanno avuti ben pochi, a differenza di tanti incubi, nel passato recente: soltanto cinque qualificazioni alla post season da quando si è ritirato Patrick Ewing, e soltanto una volta (nel 2013), si è superato il primo turno. Un bottino magrissimo, per una squadra che non aggiorna il soffitto dello storico Madison Square Garden con il banner più importante dagli anni 70. 

La strada per il titolo rischia di essere ancora molto lunga, ma dopo le ombre della gestione Jackson (buono come giocatore, vincitore dell'anello proprio con i Knicks, leggenda come pochissimi da allenatore, catastrofico a dir poco da dirigente), si comincia ad intravedere la luce nel sentiero che porta al ritorno alla competitività. Nonostante le premesse storiche, e l'infortunio al crociato dell'All Star Kristaps Porzingis, i fan dei Knicks guardano con ottimismo al futuro, grazie alla nona scelta dell'ultimo draft: Kevin Knox.

Il prodotto di Kentucky, fischiato come il lettone dai suoi tifosi al momento della scelta sta avendo una Summer League devastante, mettendo a tacere i dubbi sul suo talento, creatisi dopo una incerta stagione al college. Knox è stato usato dai Knicks come portatore di palla, e le sue capacità di passaggio sono nettamente migliorate dai tempi dell'università. Un 6.9 piedi con una apertura alare superiore ai 7, Knox sta dimostrando di poter essere ben più che un ottimo realizzatore (23.3 punti di media con 7.3 rimbalzi a Las Vegas): con Frank Ntilikina destinato a scivolare verso la casella di 2, con un ruolo alla DeMar DeRozan, entrambi potrebbero fiorire nel sistema aperto di coach Fizdale. Knox è un mismatch continuo, capace di crearsi il suo tiro o crearne per altri, ed a soli 18 anni ha margini di miglioramento notevoli. Le sue capacità difensive sono ottime, ed il fit con l'Unicorno lettone ha potenziale devastante, oltre a giovare alla mancanza di continuità del lungo Baltico, spesso in difficoltà quando deve essere l'unico faro della squadra. 

Siamo pur sempre soltanto in estate, con difese non ottimali e tutto ciò che ne consegue, ma il prodotto di Kentucky ha mostrato netti miglioramenti in pochi mesi. I Knicks, con tre giovani prospetti interessanti, un buon allenatore, e spazio salariale nel 2019, potrebbero essere molto vicini ad una svolta.