La Kryptonite di Joel Embiid? Al Horford (anche se lui nega)

Il centro dei Sixers, dominante come pochi, fatica contro il 42 dei Celtics
13.02.2019 18:44 di Paolo Terrasi Twitter:   articolo letto 205 volte
La Kryptonite di Joel Embiid? Al Horford (anche se lui nega)

Era molto nervoso, Joel Embiid, nel post gara di Celtics-Sixers. Secondo il diretto interessato, il motivo era l'arbitraggio (definito "schifoso" in modo molto colorito, e costerà carissimo al numero 21), ma la motivazione potrebbe essere un'altra: Al Horford

"Non ha fatto nulla di particolare, tutta colpa mia. Sembravo uno zombie per tre quarti, sono stato io a non metterlo in difficoltà. Non è merito degli altri" le sue parole, anche se il campo e le statistiche raccontano altro. Nelle 10 sconfitte (di cui 5 su 7 senza Irving) delle ultime 12 gare patite contro Boston, vera e propria bestia nera ("No, sono sicuro che non ci sia nessun condizionamento psicologico nei miei ragazzi. Abbiamo una squadra rivoluzionata da cima a fondo negli ultimi mesi. Nessuno in spogliatoio ha fatto alcun tipo di riferimento a questo, io sono il primo a essere stimolato ogni volta che posso affrontare avversari del genere" l'altra smentita di Embiid) dei Sixers, il Camerunense è sempre andato in difficoltà contro il giocatore di origine dominicana. Negli ultimi otto incroci (ossia la serie dei playoff persa per 4-1 ed i 3 scontri stagionali finora disputati) i dati raccontano di un Embiid che tira con il 36% quando marcato dall'ex Hawks, mentre tira col 52% quando marcato da un altro giocatore biancoverde. 

Come Embiid si vantava di essere entrato nella testa di Andre Drummond, similmente pare aver fatto il più esperto e scafato Horford con lui. Riuscirà il giovane All Star ad invertire la tendenza? Appuntamento, prima di una eventuale serie di playoff (entrambe le squadre sono con lo stesso record al momento) il 20 marzo per l'ultimo scontro di regular season tra le due squadre per la risposta.