Tony Parker dice basta: "Se non posso essere competitivo non gioco più"

La leggenda francese degli Spurs, ultimo anno a Charlotte, appende anche lui le sneaker al chiodo. Tutti i Big Three di San Antonio sono adesso pensionati
12.06.2019 09:38 di Paolo Terrasi Twitter:    Vedi letture
Tony Parker dice basta: "Se non posso essere competitivo non gioco più"

"Se non posso essere più Tony Parker e non posso giocare per il titolo, non voglio più continuare a giocare a pallacanestro". Con queste parole, la leggenda francese decide di appendere le sneaker al chiodo, dopo 18 stagioni in NBA ed un palmares ricchissimo, fatto di 4 titoli NBA, un MVP delle finali, All Star per sei volte, stato nominato per un quintetto All-NBA quattro volte (tre secondi quintetti dal 2012 al 2014 e un terzo quintetto nel 2009), oltre al primo quintetto rookie del 2002. Con la nazionale francese, conta l’EuroBasket vinto da MVP nel 2013, finendo sul podio anche nel 2011 (argento), nel 2005 e nel 2015 (bronzo). L'ultimo membro dei big three di San Antonio, insieme a Tim Duncan Manu Ginobili vincitore di 701 partite (record assoluto), ha detto basta. Alle sue condizioni, perché anche se fisicamente idoneo ad altri due anni, non essere più in grado di vincere è un punto definitivo per il playmaker francese.  

L’ultima stagione è stata diversa per me. Mi sono divertito molto a Charlotte, ma era anche tutto diverso. A un certo punto sono diventato nostalgico, ed essere lontano dalla mia famiglia a San Antonio (dopo 17 stagioni lì) ha avuto un peso nella mia conclusione che sia arrivato il momento giusto per voltare pagina. Ho tantissime attività nella mia vita, una bellissima famiglia e dei bellissimi figli. Voglio poter passare più tempo con loro. La mia famiglia ancora prima dei miei amici mi dice di fare un altro anno, ma sono in pace con la mia decisione sin dalla fine della stagione. Mi sono preparato a dovere con tutto quello che ho da fare, perciò sono pronto a lasciare ai più giovani. Il gioco del basket appartiene a loro. Dopo 17 anni in cui l'obiettivo a San Antonio era sempre stato vincere, è stato diverso non avere questo obiettivo fin dall'inizio. Non gioco tanto per giocare, non ho mai giocato per soldi e non ho mai giocato a basket solamente per divertirmi. Io voglio vincere". 

Lo aspetta un futuro da presidente dell' ASVEL, club con il quale, in Francia, ha gia vinto un titolo a livello femminile, ed è vicino a farlo anche a livello maschile, con il club che parteciperà alla prossima Eurolega, dove potrà incrociare il suo ex allenatore Ettore Messina.