La settimana della Coppa Italia: l’Olimpia al primo bivio stagionale

I biancorossi chiamati a dare un segnale importante alle rivali italiane
13.02.2018 11:26 di Fabio Cavagnera Twitter:   articolo letto 1094 volte
© foto di Alessia Doniselli
La settimana della Coppa Italia: l’Olimpia al primo bivio stagionale

Un cammino stagionale altalenante, tra alti e bassi, ed ora l’annata dell’Olimpia Milano entra davvero nel vivo. Certo, la qualificazione ai playoff di Eurolega è già compromessa da tempo, ma quello era più un sogno, mentre il vero obiettivo stagionale è vincere in Italia. E’ stato fatto a fine settembre con la Supercoppa, quando la stagione era però all’alba, adesso arrivano gli appuntamenti chiave: la Final Eight di Coppa Italia, lo sprint finale della stagione regolare ed i playoff. Il primo è quello di Firenze: tre giorni ad alta tensione, senza la possibilità di sbagliare, pena l’eliminazione.

L’obiettivo unico è alzare il trofeo, anche se una manifestazione del genere porta ovviamente tutti i rischi delle gare ad eliminazione diretta. La squadra di Pianigiani è chiamata a lanciare un segnale a tutte le rivali italiane: era la superfavorita ad inizio stagione, sinora il campionato ha, invece, parlato di grande equilibrio in testa (e non solo) ed i biancorossi hanno superato solamente Brescia tra le prime quattro in classifica, perdendo in casa con Venezia ed Avellino. La manifestazione toscana è, dunque, l’occasione per ristabilire le gerarchie, pensando anche alla corsa scudetto.

Se, invece, non dovesse arrivare il tris Armani consecutivo, si anniderebbero ulteriori nubi sul Forum di Assago e le rivali prenderebbero ancor più coraggio e coscienza di poter davvero sperare di centrare l’obiettivo tricolore. L’avvio sarà subito ad alta tensione, il derby con Cantù porta ulteriore tensione ad un evento già senza risultati scontati, per via della formula. Però Cinciarini e compagni sono nettamente superiori, ancor di più con l’assenza di Culppeper tra i brianzoli, e dovranno mostrarlo sin dalle prime battute. Per evitare brutte sorprese, contro una squadra comunque di discreto talento offensivo (ma con poca difesa) e capace di esaltarsi, se nelle condizioni di farlo.