Pianigiani: “L'Olimpia, un privilegio. E ci sono le basi per un ciclo”

L'intervista al coach biancorosso, alla vigilia dell'inizio del campionato
04.10.2018 11:59 di Fabio Cavagnera Twitter:   articolo letto 1458 volte
Simone Pianigiani
© foto di Alessia Doniselli
Simone Pianigiani

La stagione dell’Olimpia Milano è pronta a decollare definitivamente. Dopo la vittoria della Supercoppa, domenica prenderà il via il campionato e la settimana successiva inizieranno anche le notti europee. I biancorossi si presentano come favoriti in Italia e con la voglia di fare un importante passo avanti in Eurolega. Ne abbiamo parlato con coach Simone Pianigiani, a cui abbiamo chiesto le sue impressioni sulla nuova AX Armani Exchange e sulla nuova annata.

La stagione è iniziata con la vittoria della Supercoppa, il modo migliore per cominciare
Nonostante un precampionato estremamente complesso, mostrare la giusta mentalità era importante. Volevamo ripartire dall’aspetto positivo della stagione scorsa quando, dopo un’annata complicata e di crescita, abbiamo finito nel modo giusto e questo ci ha permesso di dare continuità, identificando lo zoccolo duro. Ripartire dicendo ‘ci siamo’ è un segnale incoraggiante. Detto questo, sarà una stagione lunghissima, che ci metterà di fronte difficoltà sin da subito, ma siamo consapevoli, motivati e dentro questo progetto”.

Al netto delle assenze del precampionato, a che punto è l’Olimpia secondo la sua idea sulla nuova squadra?
Siamo ad un buon punto nella disponibilità dei giocatori, nella volontà di accorciare i tempi e di trovarsi, poi siamo un po’ più indietro in alcune cose, perché pensavo onestamente di avere qualche giocatore in più in precampionato. Penso all’assenza totale di Jerrells, penso agli italiani con uno tra Burns e Brooks che forse sarebbe potuto rimanere, così come non erano scontate altre convocazioni. Comunque, bene così, è importante che tanti giocatori siano considerati dalle nazionali e noi dobbiamo fare di necessità virtù ed ora recuperare il tempo. Mi è piaciuto tantissimo il primissimo momento di preparazione in cui, consapevoli di questo, si sono trovati tutti in un clima costruttivo ed hanno lavorato. Questa base ce l’abbiamo avuta, adesso si tratta di affinare, perché abbiamo cambiato comunque un po’ di cose. Gli equilibri e la conoscenza reciproca devono migliorare, però c’è la consapevolezza di tutto e questa è la cosa più importante”.

Vincere in Italia e fare un passo avanti in Eurolega è l’obiettivo detto da tutti. Ma come vorrebbe arrivare Pianigiani a fine stagione?
Al netto delle possibili vittorie, mi piacerebbe arrivare alla fine della seconda stagione e constatare di aver fatto un ulteriore passo avanti, per poter aggiungere poi un pezzettino o due nel puzzle per diventare ancora migliori. Che è quello che le grandi squadre fanno: aggiustano, ritoccano e non stravolgono. Questo è il nostro obiettivo”.

Si parla di Juventus dei canestri e del dominio dei bianconeri nel calcio. Lei ha vissuto una situazione simile a Siena, con una squadra dominante in Italia e con risultati importanti anche in Europa. Vede le basi per poter iniziare un ciclo simile anche all’Olimpia?
Tutte le grandi squadre, in tutti gli sport, hanno caratteristiche comuni: partono da un’organizzazione del club alle spalle, che permette di dare continuità e lavorare al meglio. Questo l’abbiamo ed è nella tradizione dell’Olimpia essere una squadra con mentalità vincente, che noi dobbiamo riproporre nell’era moderna, estremamente più complessa. L’Eurolega di adesso non è paragonabile anche a solo quella di qualche anno fa per investimenti ed energie e lo sarà ancor più l’anno prossimo, con un calendario ancora più fitto. La continuità di vincere non può essere identica né a 30 e nemmeno a 10 anni fa, per cui bisogna imparare a convivere con le sconfitte, come negli Stati Uniti, però un grande club deve essere sempre riconoscibile e l’Olimpia ha tutto per esserlo e per avere questo tipo di ruolo in Italia e crescere sempre più in Europa. E noi dobbiamo esserne orgogliosi e viverlo non con la pressione, ma come un grande privilegio”.

Domenica inizia il campionato: che stagione italiana si aspetta?
Un campionato combattuto, perché ci sono tante squadre che hanno vinto in passato ed altre con motivazioni per farlo. Dieci squadre che fanno le coppe alzano il livello, perché ti fanno migliorare e ti rendono più appetibili per i giocatori. Quindi, considerando quanto noi subiremo dal punto di vista dell’energia per l’Eurolega, sappiamo sarà complesso e tante proveranno ad assaltarci per toglierci il titolo. A noi però piace questo ruolo di detentori e favoriti, deve essere un privilegio provare a vincere due scudetti consecutivi, che farebbe piacere al Gruppo Armani ed ai nostri tifosi, e deve essere una grande motivazione”.

Dopo un anno ed un’accoglienza non proprio calorosa, è arrivato domenica il primo coro da parte dei tifosi a suo favore. Che effetto le ha fatto?
Credo che nel nostro lavoro devi lavorare, a maggior ragione in una squadra come l’Olimpia. Penso Milano sia una città ed abbia una tifoseria che riconosce con il tempo il lavoro e le persone che danno il 100% in quello che fanno. E’ l’unica cosa che possiamo fare nei nostri ruoli per essere in pace per noi stessi. Quando fai quello, ho sempre la convinzione che la cosa passi e paghi”.