Messina: “Gara completa, grazie allo staff. White avrà il suo momento”

La soddisfazione del coach biancorosso dopo il netto e agevole successo nel derby contro Varese. Parole importanti su Mack e White.
03.11.2019 21:38 di Ennio Terrasi Borghesan Twitter:    Vedi letture
Messina: “Gara completa, grazie allo staff. White avrà il suo momento”

Grande soddisfazione per Ettore Messina, dopo un pomeriggio in cui l’Olimpia Milano conferma anche in campionato contro Varese la grande settimana europea con i successi di Berlino e contro il Barcellona: “È stata una settimana impegnativa con quattro gare in otto giorni quindi i meriti di questa vittoria vanno allo staff, ai medici, fisioterapisti, ai preparatori atletici che ci hanno permesso di dosare le energie e creare le condizioni giuste per giocare una bella partita. Ci danno tante informazioni e questo ci aiuta”.

Poi i meriti vanno a Moraschini e Biligha che mi hanno permesso di non spremere uno come Scola, di far giocare Rodriguez 13 minuti. È quello che sognavo in estate e oggi si è realizzato, è importante. Grazie a loro, oggi sembravamo una squadra fresca atleticamente, contro una formazione di cui ho grande rispetto. Ma lavoriamo bene e se si lavora bene le cose vanno a posto. Possiamo tirare peggio di oggi, ma è vero che erano tiri aperti. Eppure, loro difendono: li ho visti cancellare Brindisi o tenere testa a Bologna contro la capolista. Io devo azzeccare le combinazioni giuste e magari è un periodo in cui ci stiamo prendendo più di altre volte, grazie anche a quello che lo staff sta facendo al video. Non sono insensibile, mi piace che tutti mi mostrino affetto, ma so anche verranno momenti più difficili”.

Parole importanti anche su Aaron White e Shelvin Mack, le due note forse più dolenti dell’ultimo periodo: “White è un ragazzo serio che si sta allenando bene. In questo momento, lui lo sa, non ci sono tanti minuti per lui, ma si sta preparando e quando arriverà il suo momento conto che sappia farsi trovare pronto. Mack oggi è in difficoltà, i venti giorni di stop non l’hanno aiutato, ma ho detto a lui, davanti alla squadra, che sono convinto che lui e Sergio Rodriguez ci porteranno dove dobbiamo arrivare. Quindi ha tutta la nostra fiducia, deve solo continuare a lavorare, ignorare le critiche, che in questo momento ci stanno, e credere nel lavoro”.

Un’osservazione anche sul calendario e la gestione dei tanti impegni: “Si giocano 10 partite al mese in media, due in meno che nella NBA ma qui ogni sconfitta è un dramma, se non giochi bene la gente si preoccupa e la componente emotiva in America non è paragonabile. Poi vedo che in Italia, specie in trasferta, puoi davvero perdere ovunque. Quanto alla preparazione è chiaro che è difficile, di sicuro rispetto a qualche anno fa non puoi più permetterti di lavorare in modo uguale per tutti. I minutaggi sono così diversi, che devi dosare le energie e qualche volta devi fermare un giocatore o non dare riposo in un altor giorno. Per questo alle volte devo ascoltare Roberto Oggioni che mi ferma i giocatori, io non vorrei, ma devo ascoltarlo”.

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