Fiat Torino, preview: è ora di fare il salto in alto per i piemontesi

Proseguiamo la scoperta delle squadre della massima serie, tocca ad un'outsider di lusso
19.09.2017 16:29 di Fabio Cavagnera Twitter:   articolo letto 140 volte
Luca Banchi
© foto di Alessia Doniselli
Luca Banchi

Due anni fa si è salvata in extremis, l’anno scorso ha giocato un campionato tranquillo, ma ora è tempo di fare un balzo in avanti per la Fiat Torino. La compagine piemontese ha trascorso un’estate piuttosto movimentata, per via di un mercato non sempre lineare, ma comunque di alto livello. Partendo dalla scelta dell’allenatore, cioè Luca Banchi, un big tra i nomi italiani, riportandolo in panchina dopo gli scudetti vinti a Siena (anche da vice) e Milano e due anni senza squadra. Lui dovrà essere la pietra miliare da cui partire, in una stagione anche con l’impegno europeo in Eurocup.

Parlavamo di estate movimentata, perché ci sono state delle difficoltà impreviste sul mercato: il no di Pietro Aradori, quando ormai l’accordo era stato praticamente chiuso, l’impossibilità nel raggiungere Amedeo Della Valle ed il contratto saltato di Durant Scott hanno complicato i piani piemontesi, con anche la scossa a metà estate delle parole del coach contro alcune scelte. Senza un big tricolore, sarà una squadra dall’anima principalmente straniera, con gli italiani (Poeta, Mazzola, Parente, Iannuzzi ed il giovane ed attesissimo Okeke) chiamati a dare un contributo solido dalla panchina.

L’uomo probabilmente chiave della nuova Auxilium sarà Trevor Mbakwe (per il quale si parla anche di un possibile passaporto italiano): al meglio della condizione è un lungo dominante per il nostro campionato, ma ha spesso avuto qualche problema fisico di troppo. Il colpo a sorpresa, invece, è arrivato con Sasha Vujacic, due volte campione NBA con i Lakers e grande tiratore, seppur non più in giovanissima età. E' stato confermato Deron Washington, mentre il play titolare Garrett e gli altri nuovi acquisti (Stephens, Patterson e Jones) dovranno ambientarsi rapidamente. Perché l’obiettivo della Torino versione 2017/18 dovrà essere almeno la conquista dei playoff