Tripudio al Paladozza: dopo 10 anni la Fortitudo torna in Serie A!

Domata una volitiva Ferrara, la "Effe" corona la sua rincorsa promozione.
31.03.2019 14:50 di Dario Ronzulli Twitter:    Vedi letture
L'invasione dei tifosi 'F'
L'invasione dei tifosi 'F'

Un'attesa lunga, lunghissima, estenuante. Una rincorsa che si è scontrata più volte con ostacoli insormontabili. Un cammino fatto di sconfitte, delusioni, illusioni. Ma ora è tutto finito. Dopo dieci anni la Fortitudo Bologna torna in Serie A. Serviva una vittoria contro Ferrara per l'aritmetica e vittoria è stata: 91-79 il finale (Hasbrouck 28, Mancinelli 18). Avvio teso di Bologna, Ferrara gioca con più tranquillità e va anche sul +9. Piano piano i padroni di casa recuperano e all'inizio del terzo quarto danno la mazzata decisiva: un break di 14-2 dal quale una coraggiosa ed encomiabile Bondi non si riprende indirizza definitivamente la gara.

La partita di oggi è stato il coronamento di un campionato dominato, condotto sempre in testa con numeri mai avuti da una vincitrice di un girone dell'A2 dalla riforma del 2014. 3 sconfitte su 27 partite sono un ruolino di marcia impressionante ma che comunque non è bastato per stappare lo champagne in largo anticipo. Merito del campionato di alto livello di Montegranaro e Treviso che per molti aspetti impreziosisce ulteriormente quanto fatto dalla F.

Una stagione iniziata con il caso dello sponsor Metano Nord e con un qualche dubbio sulla tenuta di un gruppo dall'età media elevata e che invece ha saputo far pesare l'esperienza e la voglia di passare alla storia del club. Capitan Mancinelli è naturalmente il simbolo, anche se ha dovuto fare i conti con acciacchi vari che l'han tenuto fuori nella prima parte di stagione. A rinvigorire l'anima F è poi arrivato a stagione in corso Carlos Delfino, altro giocatore over 33 in aggiunta a Rosselli, Cinciarini, Leunen, Venuto, Hasbrouck e Benevelli. Senza dimenticare i “bambini” Pini e Fantinelli che da titolari hanno a lungo giocato la loro miglior pallacanestro di sempre. Tutti hanno dato un loro contributo, dai protagonisti attesi a quelli partiti nelle retrovie ma che non si sono tirati indietro al momento di essere decisivi.

Ma se la squadra ha tenuto la rotta senza sbavature, rimanendo compatta e soprattutto concentrata sull'obiettivo, enormi meriti vanno dati ad Antimo Martino. Il 39enne nativo di Isernia ha mostrato da subito le stesse qualità mostrate a Ravenna, non solo quelle tecniche ma soprattutto quelle umane. Un coach che ha normalizzato un ambiente troppo spesso sopra le righe, in preda a turbamenti emotivi che vanificavano quanto di buono fatto in campo. Martino invece ha dimostrato di avere lucidità e sangue freddo, di sapere come gestire giocatori che ne hanno viste mille e anche di dare un gioco molto contemporaneo: position-less con il Professor Leunen play neanche tanto occulto, allargare il campo per lasciare spazio agli 1 vs 1 in post basso di Mancinelli e Rosselli o alle penetrazioni di Hasbrouck. Una Fortitudo che è stata solida, spettacolare, difensivamente una piovra implacabile con i suoi tentacoli. Una Fortitudo che probabilmente dovrà intervenire abbondantemente sul roster in vista della Serie A ma ripartendo da Martino e dal suo staff, necessario e inevitabile punto fermo.

Un’emozione indescrivibile” le parole a caldo di Antimo MartinoOggi era qualcosa di speciale, con gente fuori già alle 10:30. Siamo stati bravi, i giocatori meritavano la festa in casa, con l’affetto dei tifosi. Arrivare qui era il coronamento di un sogno, i ragazzi sono stati tutti bravi, eroici”. “Siamo stati devastanti” aggiunge capitan Mancinelli “e coach Martino è stato bravo a gestire la squadra, siamo sempre stati sul pezzo. Abbiamo mantenuto la promessa”.