Il saluto al 2018: i top ed i flop della redazione di Basketissimo

Con questo chiudiamo l'anno solare e vi auguriamo uno SPLENDIDO 2019
31.12.2018 19:00 di Fabio Cavagnera Twitter:    Vedi letture
Il saluto al 2018: i top ed i flop della redazione di Basketissimo

Tra poche ore si chiuderà il 2018, un anno di grandi emozioni sotto canestro e noi vogliamo concluderlo con l'ormai nostro articolo tradizionale di fine anno. Non con il classico pezzo di riepilogo della stagione, ma con gli highlights della redazione di Basketissimo: il meglio ed il peggio dell'anno solare in Italia, Europa ed NBA. Per poi ripartire di slancio nel nuovo anno.

ITALIA

Top
Fabio: Olimpia Milano – Lo scudetto e la Supercoppa Italiana, una prima parte di stagione regolare dominata, in cui solo ieri è arrivata la prima sconfitta. E’ la squadra più forte e più ricca, è obbligata a vincere, ma farlo non è sempre così scontato. Come sanno bene proprio all’ombra della Madonnina. Una menzione speciale va a Varese: la rimonta nel ritorno della scorsa stagione, il secondo posto attuale e la grande gestione di Caja.

Ennio: Openjobmetis Varese - Troppo semplice dire Milano, che ha costruito uno splendido 28° scudetto in condizioni da non sottovalutare (dopo l’incubo Final Eight di Coppa Italia con la batosta contro Cantù), e capace poi di rendersi inarrivabile in Italia e veramente competitiva in Europa. Ma la metamorfosi compiuta nel 2018 da Varese ha dell’incredibile: i lombardi salutavano il 2017 dal fondo della classifica di Serie A a concreto rischio retrocessione, e 12 mesi dopo sono (per classifica avulsa) la seconda forza del campionato, dopo una strepitosa rimonta fino ai playoff dello scorso anno. Negli ultimi due gironi (ritorno 2017/18 e andata 2018/19) solo Milano ha vinto, in Italia, più partite della squadra di Attilio Caja, che si è goduta l’esplosione di Aleksa Avramovic, uno dei talenti più “attesi” del 2019.

Paolo: Olimpia Milano - Con Pianigiani c’è la sensazione che si possa costruire un ciclo solido. Dopo lo scudetto sta arrivando un'affermazione europea che potrebbe portare l’Olimpia da fanalino di coda europeo a compagine decisamente credibile in ottica playoff

Flop
Fabio: Virtus Bologna – Lo scorso anno ha clamorosamente mancato l’accesso ai playoff, nonostante un roster di ottimo talento (ma senza la giusta chimica), ed anche quest’anno sta faticando più del previsto per restare nelle zone più alte della classifica, con la qualificazione alle Final Eight di Coppa Italia attualmente a rischio.

Ennio: come l’anno scorso, il “sistema" - Quel sistema che fa sì che al 31 dicembre vi siano due squadre di Serie A con il mercato bloccato e una che naviga in acque complicate sperando in una cessione societaria al più presto. Quel sistema che ha implementato la regola del 6+6 che non ha visto un miglioramento del livello degli italiani di Serie A ma una sfilza, soprattutto nelle squadre della parte destra della classifica “di tappabuchi”: una regola che è una concausa del deludente ruolino delle italiane in Europa, soprattutto in Eurocup. Alla vigilia di un 2019 che riporterà le squadre della massima serie a 18, verrebbe quasi da dire che la situazione è “grave ma non seria”. Di certo, il basket italiano deve curarsi e gestirsi meglio. E ha la possibilità di farlo, ripartendo dai suoi (pochi) esempi virtuosi.

Paolo: Fiat Torino - Non tanto per i risultati ma per l’assenza totale di continuità. Il caos intorno all’Auxilium rende assolutamente complicato spiccare il volo per una squadra che potrebbe avere i mezzi per insidiare nel lungo termine Milano. L’esonero di Larry Brown (come l’intera vicenda relativa al coach) è la cartina tornasole del suddetto caos sotto la Mole.

EUROPA

Top
Fabio: Pablo Laso - Viene meno incensato e citato di altri suoi colleghi, ma sta mantenendo il Real Madrid su livelli di eccellenza europea da anni, ha gestito nel migliore dei modi il talento e la gioventù di Luka Doncic ed ha vinto ACB ed Eurolega nell'ultima stagione. Ed anche nel 2019 la compagine iberica sarà tra le protagoniste.

Ennio: Real Madrid e Fenerbahce - Hanno dato vita a una splendida partita per chiudere il 2018 dell’Eurolega, dopo essere state grandissimi protagoniste di una splendida finale a Belgrado a maggio. Sono state il meglio offerto dalla pallacanestro continentale nel 2018, confermandosi nell’inizio della nuova stagione nonostante partenze pesanti (Doncic per gli spagnoli, Nunnally e Wanamaker per i turchi). Merito in primis dei due coach, Laso e Obradovic. Menzione particolare per due nazionali già qualificatesi al Mondiale 2019 dopo un cammino autoritario di ottimo livello. Germania e Repubblica Ceca hanno dovuto fare di necessità virtù come le altre, ma in Cina potrebbero stupire sapendo di contare sulle loro stelle più luminose (Schroder, Satoransky, Vesely).

Paolo: Zalgiris - Una cavalcata spettacolare fino alle sorprendenti Final Four (dove è mancato un pizzico di fortuna) dello scorso Maggio, e in questa stagione per certi versi la conferma nonostante un roster indebolito per le partenze pesanti di Pangos e Micic

Flop
Fabio: le finestre Fiba – La Slovenia campione d’Europa non disputerà i Mondiali, lo stesso si può dire per la Croazia ed altre big sono a rischio. Il tutto per non aver potuto schierare i migliori giocatori, impegnati tra NBA ed Eurolega. Un clamoroso autocanestro facilmente prevedibile, che priverà la rassegna cinese di alcune stelle mondiali, Luka Doncic su tutti.

Ennio: Maccabi Tel Aviv - La rocambolesca vittoria contro Milano potrebbe essere un punto di partenza per un 2019 di rilancio, ma il 2018 degli israeliani è stato gravemente insufficiente. Dilapidata una qualificazione pressoché sicura ai Playoff nell’ultimo terzo della scorsa stagione, gli israeliani sono tra le più peggiorate a livello di record in questi primi due mesi e mezzo. Nel mezzo, cambi a livello di guida tecnica e tante scommesse perse sul mercato, al contrario di deluse della scorsa stagione europea (Efes, Barcellona, o la stessa Milano) che hanno saputo cambiare marcia.

Paolo: Slovenia e Croazia ex-aequo - Immaginarle, sia per i campioni d’Europa in carica che per la squadra che ci tenne fuori dalle Olimpiadi di Rio 2016, fuori dal primo mondiale a 32 squadre è strano. Le finestre FIBA hanno appiattito livelli e distanze, ma squadre di eguale lignaggio hanno saputo fare -a differenza loro- di necessità virtù.

NBA

Top
Fabio: Giannis Antetokoumpo – Dopo aver già giocato una grande seconda parte di stagione lo scorso anno, in questi primi due mesi di questo campionato ha semplicemente dominato, portando una squadra buona, ma non certo straordinaria, in vetta alla Eastern Conference.

Ennio: Toronto Raptors - Come in Italia, sarebbe semplice partire dai campioni indiscussi, e l’inizio della nuova stagione non è dei più incoraggianti in casa Golden State Warriors. Volendo fare un discorso alternativo, il 2018 è l’anno che più di tutti ha cementificato la presenza dei canadesi nell’élite ristretta dell’NBA odierna. In primis con il nuovo record franchigia di vittorie nella scorsa stagione, in secundis con la reazione alla brutta sconfitta patita dai Cavs negli scorsi playoff: la coraggiosa trade per Kawhi Leonard, in cui Masai Ujiri ha dimostrato di non aver paura di fare “lo step in più”, finora assolutamente supportato a livello di risultati, visto che i Raptors ormai sono una vera e propria contender per il titolo -forse la principale, dopo i Golden State Warriors.

Paolo: James Harden - Vado sui giocatori perché l’NBA è una lega sempre più dei giocatori che delle squadre. Dico il 'Barba' perché ha raggiunto nuove vette di incredibile migliorandosi anno dopo anno: nel 2017 già meritava l’MVP forse più di Westbrook, e quest’anno sta migliorando i numeri pazzeschi dello scorso. Peccato soltanto che nei playoff debba ancora consacrarsi, e l’anno scorso si sia spento sul più bello dopo una postseason comunque non a livello della regular.

Flop
Fabio: New York Knicks – Cambiano dirigenti, allenatori e giocatori, ma non il record perdente della formazione della Grande Mela. Una squadra in rebuilding continuo, senza mai riuscire a trovare il bandolo della matassa per tornare competitiva o, almeno, ai playoff. Ed anche il 2019 non si presenta particolarmente florido.

Ennio: Washington Wizards - Ci sono tante squadre che potrebbero reclamare con diritto una nomination per questo titolo. Una sono indubbiamente i Wizards, che uscivano dal 2017 con grandi aspettative per un nucleo che sembrava in grado di fare lo step in più a livello di playoff. La squadra della Capitale esce invece dall’anno appena trascorso nel guado della Eastern Conference, con un involuto John Wall che ha già concluso la sua stagione e un roster dalla scarsa amalgama soprattutto a livello di spogliatoio.

Paolo: Carmelo Anthony - È come sparare sulla croce rossa, a questo punto, ma ovunque sia andato ha fatto “danno”. Entrava nel 2018 come pezzo del big three di una contender, ne esce fuori dalla lega in maniera implicita, senza che nessuno l’abbia comunicato ufficialmente. E senza aver subito infortuni gravi.

MVP 2018

Fabio: Luka Doncic – Sono ripetitivo, è lo stesso giocatore del 2017. Ma quest’anno ha vinto praticamente ogni premio individuale possibile, ha conquistato ACB ed Eurolega ed ha esordito in NBA con un passo da rookie dell’anno, sorprendendo anche molti addetti ai lavori. Un predestinato.

Ennio: Meo Sacchetti - Spesso, quando si parla dell’MVP di un anno, si fa il nome di un giocatore. Sono tanti quelli che potrebbero reclamare un posto in questa categoria, che ci hanno entusiasmato nel 2018. Per fare tre nomi: Arturas Gudaitis, Luka Doncic, Giannis Antetokounmpo. Ma il mio MVP del 2018 è Meo Sacchetti. Capace di guidare Cremona prima a risultati insperati da ripescata nella scorsa stagione (semifinale di Coppa Italia persa al supplementare e playoff acciuffati per un pelo) e ulteriormente migliori in questa (secondo posto a pari merito, con la migliore partenza della storia della Vanoli in A) e poi la Nazionale a un passo, forse meno, dal Mondiale 2019, nonostante le controversie legate alle assenze di Belinelli e Gallinari.

Paolo: Luka Doncic - MVP di tutto in Europa prima, Rookie dell’Anno in pectore in NBA poi. Un impatto in continuo crescendo, un preludio a una carriera che potrebbe essere leggendaria. Un vero eroe dei due mondi, che purtroppo non ci potremo godere al Mondiale 2019 e quasi sicuramente nemmeno all’Olimpiade 2020.

CON QUESTO 'TOP E FLOP' CHIUDIAMO ANCHE IL NOSTRO ANNO: TANTI AUGURI PER UNO SPLENDIDO 2019!!!