La FIBA avvisa l'Eurolega: "Il basket non può essere ostaggio di pochi"

di Luca Servadei
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La telenovela tra FIBA ed Euroleague si arricchisce di un nuovo episodio. Kamil Novak, Direttore Esecutivo di FIba Europe, ha analizzato ai microfoni di Eurohoops la situazione interna alla Federazione a pochi giorni dall'attesa presentazione della nuova Basketball Champions League.
"Crediamo nell'idea che i campionati nazionali siano la base del nostro sport e che, solo sulla base di valutazioni di mercato, non si possa centralizzare tutto. La nuova creatura della FIBA si comporrà di 32 squadre che prenderanno parte alla stagione regolare. 8 di queste usciranno da un torneo di qualificazione ed in totale le squadre partecipanti saranno ben 56, con 4 inviti. Questo vuol dire che quasi la totalità delle squadre prenderà parte alla manifestazione per i risultati ottenuti nelle proprie leghe nazionali", le sue parole. 

"Noi siamo aperti al dialogo. Nella passata estate abbiamo fatto proposte concrete e queste comprendevano una partnership solida con i club e con l'Euroleague. Evidentemente ciò non è stato sufficiente. La maggiore differenza tra quella che era la nostra idea iniziale e l'attuale Euroleague è legata soprattutto al fatto che la loro è una lega chiusa, mentre la nostra è aperta per il 50% ai risultati della leghe nazionali. Il merito sportivo è il principio fondamentale del nostro modo di agire", ha poi aggiunto Novak.
Il Direttore Esecutivo di Fiba Europe ha poi concluso analizzando le possibili conseguenze in seguito a questo ennesimo 'scisma': "La FIBA vuole rimanere propositiva. Tuttavia il basket europeo non può essere ostaggio di pochi, seppur di grande livello. Non abbiamo comunque intenzione di sanzionare i club. A noi risulta che siano state effettuate delle pressioni indebite su leghe e club, con minacce di esclusione dall'Eurolega senza un precedente impegno in Eurocup. Stiamo valutando di presentare denuncia alla Commissione Europea". 


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