Sassari, la prima contro un Maccabi in crisi: "Restano una grande"

di Fabio Cavagnera
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Ritrovato il morale a Varese, il Banco di Sardegna Sassari si appresta ad affrontare un’altra gara complicata nel cammino europeo: i campioni d’Italia sono impegnati giovedì sera a Tel Aviv, per affrontare il Maccabi. E’ la prima sfida della storia per i sardi alla storica squadra israeliana ed è una partita già molto importante per la classifica, con entrambe le squadre sul fondo della graduatoria, ancora a secco di vittorie. Un’ulteriore sconfitta metterebbe la formazione sconfitta già in ritardo piuttosto pesante, anche se ci saranno poi ancora sei gare.

“Siamo orgogliosi ed entusiasti di giocare per la prima volta contro il Maccabi nella nostra storia – le parole di coach Meo Sacchetti alla vigilia – Ma dobbiamo stare concentrati sul basket e su questa partita”. Non sarà facile uscire con un successo dall’impianto israeliano, ma il tecnico sardo prova ad indicare la via: “La chiave del match sarà l’intensità, l’aggressività e la difesa dura”. Anche per evitare troppe giocate in contropiede ai padroni di casa, cercando così di non sovreccitare il pubblico già caldissimo della Menora Mivtachim Arena.

Il Maccabi si trova in una situazione abbastanza inedita, visto che raramente è partito così male nella massima competizione continentale, con il -31 con il Cska ed il ko interno con Malaga. Però Brian Sacchetti non si fida: “Sono in un momento particolare, è vero – le parole del figlio del coach – ma restano una grande squadra, con molti giocatori di grande esperienza europea”. Ed, oltretutto, con le spalle al muro: coach Guy Goodes è dato sulla graticola ed un’eventuale nuova sconfitta potrebbe far definitivamente precipitare la situazione nella squadra israeliana.



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