I Clippers dominano, ma Pierce è al primo DNPCD nei playoffs

di Simone Mazzola
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Le serie di primo turno in questi playoffs non stanno regalando un grande equilibrio. Le teste di serie sembrano essere molto più forti delle rispettive avversarie e anche chi è inciampato come Thunder e Raptors, sembra comunque avere le carte in regola per archiviare la pratica.
Lo scontro che sembrava essere il più equilibrato e interessante era quello tra Clippers e Blazers, con Paul e compagni che si sono accoppiati con i peggiori della parte bassa del tabellone.

La sfida nella sfida tra Lillard e Paul prometteva scintille, invece CP3 sta dominando il confronto sia personale che a livello di squadra. Giova dire che il personale a disposizione e l’esperienza playoffs dei giocatori è differente e che i Portland Trail Blazers hanno fatto un grande miracolo ad arrivare sino a qui, pagando lo scotto del noviziato di tanti giocatori giovani e alle prime esperienze.
Chi giovane non lo è e ha passato tante partite di playoffs, serie concitate e finali NBA è Paul Pierce, che però ha scoperto una brutta sensazione in gara 2 quando Doc Rivers lo ha lasciato seduto per tutti i 48 minuti relegandolo al primo DNPCD della carriera in post season.
“E’ una brutta sensazione –ha detto P-Square- Dopo tante battaglie rimanere seduto per tutto il tempo è qualcosa che non avevo mai provato e posso dire che non è bello”.
Rivers sa di aver fatto qualcosa che, nonostante il risultato acquisito, potrebbe portare strascichi ma non è preoccupato: “Paul tornerà in campo molto presto –ha risposto Rivers- avere uno come lui in squadra è importantissimo e questa parentesi non significa che non giocherà più. La sua esperienza ci servirà quanto prima”.
Di certo i Clippers non hanno avuto bisogno della sua leadership che nonostante alcuni career low statistici non è in discussione e nei playoffs conta anche più delle mere cifre.
Nelle prime due partite la loro superiorità è stata netta e incontrovertibile, con Paul e Jordan a fare il vuoto e un JJ Redick in grande spolvero.

Nel prepartita di gara 2 c’è stato anche tempo per premiare Jamal Crawford, fresco vincitore del premio di sesto uomo dell’anno. E’ la terza volta che vince questo trofeo e diventa il primo della storia a raggiungere questo traguardo. Molti addetti ai lavori hanno storto il naso sul suo award, ma la presenza di Jaycee, soprattutto in contumacia Griffin, è stata molto importante per tenere sulla giusta rotta la squadra e portarla ai playoffs con il vantaggio del fattore campo.


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