I Bulls ripartono da Wade: "E' bello cambiare e trovare nuove motivazioni"

di Simone Mazzola
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Da quando Derrick Rose ha vinto l’MVP sembrava che i Bulls avessero trovato l’uomo franchigia e una squadra che potesse concretamente vincere il titolo. Tutto il castello nella città del vento si è distrutto dalle basi, andando a picco con tutti i problemi fisici del proprio leader, alcune scelte piuttosto discutibili e un gioco che sembrava funzionare per davvero si è tramutato in un’implosione.

Prima Thibodeau ha lasciato la nave, imputato di alcune colpe sue e altre meno, ma anche nella versione successiva senza un coach che ingabbiasse tutti in dettami stretti, i risultati non sono assolutamente cambiati, anzi sono addirittura andati a sud.
Ora anche quel gruppo di pretoriani composto da Rose e Noah ha lasciato la squadra, testimoniando che una nuova era avrebbe avuto inizio. Forse l’era di Jimmy Butler, che però aveva già avuto luogo nella scorsa, sfortunata, stagione. L’uomo simbolo della franchigia sarà lui, con la sua grande storia fatta di abnegazione, sacrificio e voglia che lo ha portato ad essere un all star.
“Voglio essere l’esempio per tutti i nuovi -ha deto Butler al media day- Ho chiesto al coach di utilizzarmi molto come esempio per chi vuole emergere e fare del lavoro il suo credo. Io sono la dimostrazione umana che con la voglia di sacrificarsi si arriva a ogni traguardo”.

I Bulls della prossima stagione, però saranno un mix molto particolare di gioventù ed esperienza, infatti si sono aggiunti a una buona schiera di nuove leve, giocatori di comprovato valore, in cerca di riscatto, ma anche in fase calante della carriera. E’ sicuramente il caso di Dwyane Wade che torna nella sua città a giocare dopo essere stato semplicemente la bandiera dei Miami Heat per tutta la sua carriera. Questo è stato oggetto di domande alla presentazione della squadra: “Le magliette sono fatte dello stesso materiale in ogni squadra. Io mi sento bene e sono contento di essere qui a Chicago, anche perché ogni tanto nella vita anche cambiare luoghi e abitudini aiuta molto”.
Di sicuro il Wade di questa stagione è assimilabile al Bryant delle scorse, ovvero un contratto fin troppo oneroso per la riconoscenza a una carriera di altissimo livello. Riconoscenza che Riley non ha voluto negoziare, mentre i Bulls si…a loro rischio e pericolo.


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