I've got New Rulez: la NBA implementa i challenge dalle panchine
In un memorandum inviato dalla NBA alle 30 franchige, e pubblicato da ESPN, viene notificata l'introduzione di un "coach challenge" durante le partite, a partire dalla prossima Summer League ed in prova già durante la prossima stagione.
Ogni allenatore avrà a disposizione un challenge a partita, non importa se positivo o negativo: potrà essere usato per contestare falli; interferenze a canestro; e giocate con la palla fuori dal campo. Questa versione del challenge esiste da due stagioni in G-League. Per utilizzare il challenge, gli allenatori devono avere a disposizione un timeout, che gli verrà "rimborsato" in caso di esito positivo del challenge. Il timeout va chiamato subito dopo l'evento incriminato, e va segnalata la richiesta di challenge con un movimento dell'indice nei confronti dell'arbitro, recita il memo. Circa la fattispecie dei falli, l'esito del challenge sarà deciso dagli arbitri, ogni altra fattispecie verrà chiarita dal replay center della NBA. Falli tecnici o antisportivi che avvengono durante o subito dopo la chiamata del challenge verranno esaminati a prescindere dall'esito del challenge stesso.
Questa novità è da tempo richiesta ai vertici della lega, e pare che verrà approvata dai due terzi della NBA. I sostenitori della possibilità di contestare i falli hanno vinto una importante battaglia, ma la questione è stata limitata a fattispecie particolari (non potranno essere "chiamati" falli non fischiati, ma soltanto rivisti quelli fischiati) e con un solo challenge a partita per evitare ulteriori complicazioni e dibattiti.
