Stagione finita per Davis, ma Wade ha buoni consigli
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Il raggiungimento dei playoffs nella scorsa stagione, un’ascesa inarrestabile e un gioco sempre aggiunto di una migliore qualità durante le offseason avevano reso i New Orleans Pelicans una squadra con costanti aspettative playoffs e Anthony Davis un MVP candidate.
A corroborare questa idea, prima dell’ascesa tremenda di Curry, due general manager su tre avrebbero scelto lui come pietra miliare di un’ideale franchigia costruita da zero, ma questa stagione ha mostrato alcune lacune, nonostante l’arrivo di Alvin Genrty che avrebbe dovuto adattare il gioco proprio a lui.
I risultati di squadra, complici anche una sequela infinita d’infortuni, sono stati mediocri, ma quello che ancor di più lascia perplessi è la remissività con cui Davis ha faticato a portare fuori dalle secche i suoi. E’ giovane e deve ancora maturare quella leadership che serve in questi casi; per questo motivo la stagione dovrà essere comunque educativa, sebbene finita anzitempo.
Lo staff medico infatti ha deciso di fermarlo sino alla fine della stagione per i problemi che lo tormentano sia alla spalla che al ginocchio. AD ha confermato ai giornalisti di convinvere con questo problema alla spalla da tre anni e ora è arrivato il momento di risolverlo in maniera definitiva. Assieme a questo intervento si sottoporrà a una procedura al ginocchio che risolverà anche un'altra noia ormai cronica.
Si prospetta un recupero di almeno cinque mesi e questo gl’impedirà di far parte della speidzione di Rio.Questo potrebbe anche privarlo di oltre 20 milioni di dollari in bonus contrattuali se non verrà inserito in uno dei primi tre quintetti NBA.
Una stagione sfortunata, ma Dwyane Wade ha voluto dargli qualche consiglio: “Ho sofferto nel 2007 la stessa operazione, combinata con quella al ginocchio. E’ stata durissima soprattutto perché le ho dovute subire contemporaneamente -ha detto Flash fresco detentore di 20.000 punti in carriera- Potevo andare in giro con un motorino per casa solo un’ora al giorno, le altre 23 dovevo restare a letto. Mi sono opposto alla contemporaneità delle operazioni ma è andata diversamente. Sarà dura per Anthony, ma è giovane e sicuramente tornerà forte come prima. Ho solo un consiglio da dargli, per la mia esperienza, ovvero di non forzare il ritorno e rientrare solo quando si sente vicino al 100% della forma. Affrettare potrebbe portare danni devastanti”.
Unibrow dovrà dimostrare già nella prossima stagione di essere uscito dai suoi problemi fisici e che la squadra lo segua per davvero, intanto l’unica cosa che possiamo fare è l’in bocca al lupo a un patrimonio prezioso del basket.
