Westbrook e Durant: statistiche nella storia della NBA
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Nella notte gli Oklahoma City Thunder hanno provato a dare una spallata definitiva alla corsa per il terzo posto nell’agguerrita Western Conference, ma soprattutto hanno cercato di cacciare i propri demoni che li avevano visti sempre sconfitti negli scontri di alto livello dopo l’All Star Game, compresa un’incomprensibile rimonta subita a Los Angeles proprio contro gli avversari per il seed, dopo aver dominato per lunghi tratti.
L’impressione ineluttabile è che a questa squadra manchi il più classico del centesimo per fare l’Euro e se in passato questo centesimo sembrava davvero poco, ora sembra assomigliare a una montagna più alta da scalare.
Tutto passa ancora , ovviamente, dalle mani di Kevin Durant e Russell Westbrook. Nella notte i due sono stati notevoli come al solito, ma hanno raggiunto picchi di rendimento incredibili.
Russell Westbrook ha compilato una tripla doppia ai limiti della realtà con un primo tempo da 12 assists e una partita da addirittura 20. I suoi assists totali sono maggiori rispetto a quelli di squadra collezionati nella notte di Pistons (19), Cavaliers (17) e Suns (16). Oltre a questo è stato il quarto giocatore della storia NBA a far registrare una tripla doppia da 25 punti, 20 assists e 10 rimbalzi, gli altri sono stati Isaiah Thomas (1), Magic Johnson (2) e Oscar Robertson (3). Un’indicazione importante per coach Donovan che sta capendo sempre di più che un Westbrook con più assists e meno forzature private potrebbe davvero essere la svolta per i suoi.
L’altra testa del mostro messo in campo dai Thunder è Kevin Durant che sta giocando il suo solito basket, anche se non corroborato dai risultati di squadra nell’ultimo periodo. E’ uscito un rumor nei giorni scorsi secondo il quale lascerebbe OKC in caso di non arrivo in finale, ma sembra davvero una voce infondata, oltre che ovviamente smentita dal giocatore. In campo sta dimostrando ancora una volta il suo valore e con la partita contro i Clippers ha raggiunto Larry Bird come unico giocatore nella storia del gioco ad avere sette partite con almeno 25 punti, 10 rimbalzi e 5 assists. Appaiato con lui c’è proprio l'ex Celtics, mentre a due lunghezze di ritardo c’è Michael Jordan.
Ancora una volta, come spesso viene ripetuto dal 2012 a oggi, non è tanto importante quanto faccia il dynamic duo (che se integro produce sempre tonnellate di statistiche e impatto), ma bensì quanto la difesa e l’abnegazione loro e dei compagni si possa sposare con le loro caratteristiche in nome della vittoria. Il processo sembra decisamente lontano dal compimento, ma con queste stelle a disposizione è sempre dura escluderli dalla lotta per il titolo.
