Ancora un lutto nell'NCAA: è morto lo storico coach Jerry Tarkanian

di Massimiliano Zanotti
articolo letto 862 volte
Jerry Tarkanian

Solo pochi giorni fa ci ha lasciato Dean Smith, ma purtroppo è un febbraio funesto per il basket NCAA: è scomparso anche Jerry Tarkanian, storico coach di UNLV, da tempo alle prese con problemi di salute. Un icona della pallacanestro universitaria, inserito nella Hall of Fame nel 2013 e storico allenatore di UNLV, con cui ha vinto il titolo nel 1990 e l'anno successivo ha perso solo contro Duke alle Final Four. Si era ritirato nel 2002, con un record di 729 vittorie e 201 sconfitte in 31 anni in Division I. Ma spieghiamo chi è stato e cosa ha rappresentato per la NCAA Jerry Tarkanian.

All’anagrafe Jerry Esther Tarkanian nasce l’8 Agosto 1930 a Euclid, Ohio, da genitori armeni immigrati negli USA e dopo 2 anni in un junior college si trasferisce a Fresno State per giocare a basket a livello NCAA. Subito dopo la laurea ed un master, inizia ad allenare in California alla Antelope Valley Joint Union High School che lascia dopo 2 anni nel 1961 per passare nei junior college prima al Riverside City College e poi al Pasadena City College con i quali vince per 4 anni consecutivi il titolo JuCo della California. Con quei risultati il salto nella NCAA che conta diventa quasi obbligatorio e senza spostarsi di tanto Tarkanian va a Long Beach State dimostrando da subito quello che può fare un ottimo allenatore.
Nei 5 anni ai 49ers Takanian ottiene sempre almeno 23 vittorie e, a parte il primo anno da Independent, perde complessivamente 4 partite ed ogni anno dopo aver vinto il titolo della Big West Conference porta Long Beach State, che non c’era mai andata prima, al Torneo NCAA dove per 3 volte perde contro la UCLA del mitico John Wooden. In questi anni Jerry Tarkanian diventa “Tark the Shark” per la sua abitudine di mordere un asciugamano piegato nei momenti più importanti delle partite e dopo questa cavalcata da 122 vittorie e 20 sconfitte Tarkanian lascia la California per andare ad allenare UNLV, un ateneo in Division I solo da 3 anni, dove inizia a flirtare col mito.

La classe di freshman composta da Lewis Brown, Glen Gondrezick, Eddie Owens e Jackie Robinson che oggi verrebbero chiamati “Fab Four”, porta 2 importantissimi cambiamenti: Tarkanian passa da una classica difesa a zona ad un attacco run-and-gun con pressione uomo-a-uomo a tutto campo ed i suoi ragazzi diventano i “Runnin’ Rebels”, nickname valido solo per la squadra di basket maschile di UNLV (tutte le altre squadre sono semplicemente Rebels).
Nel 1977 agli ex “Fab Four”, ora senior, si sono aggiunti giovani dalle belle speranze tra i quali un freshman dal nome Reggie Theus che, scelto al #9 dai Chicago Bulls, dopo oltre 1.000 partite nella NBA e 2 All Star Games giocherà una stagione in Italia nell’allora Ranger Varese, e gli “Hardway Eight”, così soprannominati per il loro stile di gioco sotto entrambi i canestri, stabiliscono diversi record: più punti in una stagione (3.426 quando ancora non si sapeva cosa fosse lo shot clock), più partite con almeno 100 punti segnati in una stagione (23) e più partite consecutive con oltre 100 punti segnati (12).

Tarkanian porta per la prima volta UNLV alle Final Four ma una sconfitta 84-83 con North Carolina in semifinale interrompe il sogno sebbene la successiva vittoria 106-94 con Nort Carolina-Charlotte consegna a UNLV un prestigioso terzo posto (allora si giocava anche la partita per il 3°-4° posto). In questo momento la guerra tra Tarkanian e la NCAA, iniziata dopo il suo trasferimento a UNLV quando Long Beach State era stata messa in probation per alcune sue irregolarità nel reclutamento, entra nel vivo con la NCAA che mette in probation per 2 anni anche UNLV facendo riferimento ad irregolarità risalenti al 1971, quando Jerry era ancora a Long Beach State, ed al contempo lo sospende come coach per un identico periodo. Ma Jerry è un combattente e nel Settembre 1977 ottiene da un giudice del Nevada una sentenza secondo il quale la sua sospensione andava annullata in quanto violava il principio di legge del “due process”. Il caso in termini di principio arriva alla Corte Suprema degli Stati Uniti, la quale nel 1988 afferma che la NCAA ha il diritto di punire le università che ne fanno parte, di fatto ribaltando la sentenza del ’77.
Ma la guerra fin’ora vinta dalla NCAA riprende nel 1992 quando Tarkanian le fa causa affermando di essere stato molestato per oltre due decenni dopo la pubblicazione di un suo articolo nel quale affermava che l’Association fosse dura con li atenei minori e molto più leggera con quelli maggiori. Di fatto la NCAA non ha mai confermato nulla ma sta di fatto che nel 1988 ha cercato e ottenuto con Tarkanian un accordo transativo che l’ha portata a pagare al coach 2,5 milioni di dollari.

Tornando a “Tark the Shark” la sua abitudine di vincere almeno 20 partite a stagione viene interrotta nel 1980-81 con un 16-12 (la sua peggiore di sempre) ma con l’ingresso dei Runnin’ Rebels nella Big West Conference inizia un decennio pieno di soddisfazioni e primati: un Titolo NCAA, 3 apparizioni alle Final Four, almeno 26 vittorie ogni anno, 3 stagioni da 18-0 in Conference e 10 volte in prima posizione nella regular season della Conference. In questo decennio il suo sistema di gioco riesce ad accentuare le capacità dei suoi ragazzi e nascondere le carenze mentre lui inizia ad attirare a UNLV sempre più giocatori anche molto buoni che, principalmente per la mediocrità dei loro voti, erano dovuti andare a svernare per 2 anni in un junior college. Questa sua abitudine è stata probabilmente un altro motivo di attrito con la NCAA purista di quegli anni che non vedeva di buon occhio che, a giocatori con uno scarso background scolastico come ad esempio Larry Johnson, venisse data la possibilità di diventare assolute star.
Nel 1989-90 arriva il primo, e fin’ora, unico Titolo NCAA per UNLV e Tarkanian grazie ad una squadra che con un quintetto composto da Greg Anthony, Anderson Hunt, Stacey Augmon, Larry Johnson e George Ackles molti analisti mettono tra le prime 10 di ogni tempo. Questa squadra è famosa per aver vinto il titolo annichilendo in finale la Duke di coach-K con una partita capolavoro vinta 103-73; l’unica finale in cui si è andati oltre i 100 punti segnati e quella con il più ampio scarto di sempre. Da notare come nella finale del Regional UNLV aveva segnato 131 punti contro una Loyola Marymount che giocava col lutto di Hank Gathers nel cuore e che il Most Outstanding Player del Torneo (sostanzialmente l’MVP) è stato assegnato a Anderson Hunt, l’unico del quintetto mai scelto dalla NBA.

In quella estate del 1990 Jerry commette l’errore di firmare Lloyd Daniels, un talentuoso giocatore newyorkese che viene arrestato dopo aver acquistato crack da un poliziotto sotto copertura e nonostante Tarkanian abbia più volte dimostrato di saper gestire giocatori problematici, la situazione diventa insostenibile e quindi annuncia che Daniels non avrebbe mai giocato per UNLV. Approfondendo la questione si scopre poi che il nome di UNLV era stato suggerito a Daniels da un giocatore d’azzardo condannato più volte per reati in ambito sportivo ed al termine di una indagine interna la NCAA decide di escludere UNLV dal successivo Torneo ma, trattandosi dei campioni in carica, questa sospensione viene rinviata di una stagione.
In quegli anni non era abitudine per i giocatori lasciare anticipatamente il college e quindi i 5 junior di Tarkanian tornano per quello che doveva rappresentare l’apoteosi di una carriera. Tutto sembrava procedere come previsto, con i Runnin’ Rebels che si presentano al Tournament imbattuti ed avendo vinto tutte le partite tranne una con un vantaggio in doppia cifra ed uno scarto medio di 27,5 punti. Nel Tournament i suoi ragazzi iniziano liquidando senza grosse difficoltà in serie Montana, Georgetown, Utah e Seton Hall per arrivare da superfavoriti alle Final Four di Indianapolis ma nella National Semifinal Tarkanian si trova di fronte i Blue Devils di Duke ed il sogno di una vita si infrange: nel corso di uno dei maggiori upset della storia del basket college (77-79), Jerry subisce la sconfitta più cocente di tutta la sua carriera e capisce che un’era si è conclusa.

Tarkanian siede ancora un anno sulla panchina di UNLV ma alla prima occasione, comunque invitante, accetta la proposta dei San Antonio Spurs e dopo aver allenato nelle high-school, nei junior college e nella NCAA completa la scalata andando nella NBA. Qui il suo carattere lo porta subito dopo la firma a scontrarsi con la proprietà e, dopo aver firmato quel Lloyd Daniels che tanti problemi gli aveva provocato, la sua avventura dura solo 20 partite perché nonostante un record non così disastroso (9-11 alla prima stagione agli Spurs di allora) viene licenziato. Dopo alcuni anni di inattività, quando ci si stava dimenticando di lui, Tarkanian sorprende tutti accettando il ruolo di capo allenatore per la sua Alma Mater, Fresno State dove dimostra nuovamente il suo tocco magico. Arrivato in un college che negli ultimi 9 anni aveva avuto solo 2 record vincenti, lui riprende le sue vecchie abitudini inanellando 6 stagioni consecutive con almeno 20 vittorie (la 7^ si è fermato a 19 vittorie) e 7 apparizioni alla post-season con 2 Tournament e 5 NIT ma 49 delle 153 vittorie ottenute coi Bulldogs sono state cancellate dalla NCAA.
Jerry Tarkanian è stato un uomo prima che un allenatore molto discusso, nel bene e nel male. Secondo i detrattori è stato capace di vincere solo perché ha utilizzato sistemi di reclutamento irregolari e concedeva ai suoi giocatori vantaggi non ammessi dai regolamenti collegiali mentre i suoi estimatori vedevano in lui un leader capace di gestire anche situazioni e ragazzi problematici. Di certo “Tark the Shark” sulle 986 partite che ha allenato nella NCAA è uscito vincitore 784 volte, in 31 stagioni non ne ha mai avuta nessuna perdente, solo 2 volte ha ottenuto meno di 20 vittorie, 25 volte è andato alla post-season e nel Settembre 2013 è stato introdotto nel Naismith Memorial Basketball Hall of Fame. Forse però la cerimonia che più ha fatto piacere a quest’uomo semplice è avvenuta nell’Ottobre 2013 quando, davanti al Thomas & Mack Center, il palazzetto dove si sono giocate gran parte delle partite dei suoi Runnin’ Rebels, è stata inaugurata una statua di bronzo che non raffigura Tarkanian bensì “Tark the Shark”.


Utilizzo dei Cookie
Questo sito utilizza cookies, anche di terze parti.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.

CHIUDI