Long ed Hammons, quando la voglia di college supera il sogno NBA

di Massimiliano Zanotti
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Nel basket odierno è difficile che un prospetto con delle possibilità rinunci ad entrare nel draft per tornare un altro anno al college. Ogni tanto, però, capita anche questo e noi ci occuperemo di due di questi ragazzi: Shawn Long di Louisiana Lafayette e A.J.Hammons di Purdue.

Shawn Long nasce il 29 Gennaio 1993 a Morgan City, Louisiana, ed i suoi numeri alla high school sono impressionanti se si pensa che nell’anno da senior chiude con 21,4 punti, 15,2 rimbalzi e 9,1 stoppate. Inizialmente sceglie di andare a Mississippi State ma dopo il primo semestre si trasferisce a Louisiana Lafayette e, non avendo mai giocato per i Bulldogs, ottiene dalla NCAA il permesso di non saltare un anno intero e di trascorrere da redshirt la parte restante della stagione.
Giocatore tutt’altro che timido, conclude anche la stagione da junior con una doppia-doppia di media e si guadagna un posto nella squadra USA per i Giochi Panamericani che vince il bronzo a Toronto. Nel corso della consueta cena di fine stagione Shawn aveva già comunicato ai suoi compagni ed allo staff la decisione di tornare per il suo anno da senior motivando la sua scelta con un “unfinished business” mentre secondo coach Bob Martinwanted to come back and try to gain some momentum next year, become a better player".
Nelle prime 2 vere partite della stagione contro avversari interessanti come Alabama e Miami i suoi numeri complessivi sono leggermente migliori ma il 7su18 ai liberi grida vendetta. Con un altro anno al College potrà migliorare soprattutto nei pick-and-roll e nei pick-and-pop tenendo presente che lo scorso anno la sua percentuale da 3 punti è scesa dal 42% al 36% ed in un ottica di draft la scelta di restare sembra essere stata quella giusta.

A.J.Hammons è un 7’0” che nasce nell’Agosto 1992 a Gary, Indiana.
Dopo aver aiutato la Oak Hill Academy a chiudere il suo anno da senior con un record immacolato di 44-0 ed il #1 nel ranking nazionale esce dalla high school con 4 stelle che gli permettono di scegliere Purdue. Da subito il suo impatto è positivo e viene scelto per il Big Ten All-Freshman Team ma nel corso dell’estate qualcosa non gira a dovere e coach Matt Painter lo sospende nelle prime 3 partite della stagione per non aver rispettato le regole della squadra. Al termine della scorsa stagione A.J. era uno dei junior che si diceva avrebbero potuto lasciare in anticipo il college e quindi la sua scelta di rimanere ha in parte sorpreso anche se probabilmente è stata quella giusta. Il draft 2016 sarà meno forte di quello scorso e lui avrà la possibilità di risalire dal tardo secondo giro cui era proiettato togliendosi di dosso il marchio di un valido difensore, ottimo stoppatore, che però in partita appare svogliato, deconcentrato e demotivato.
Ma talvolta le speranze si scontrano con la realtà e Hammons non è sceso in campo né nelle partite di esibizione né nelle prime 2 partite ufficiali non per una sospensione o un infortunio, visto che comunque era in divisa ed ha partecipato al riscaldamento, quanto per una scelta del coach. A rendere più complessa la situazione di Hammons era arrivata dall’ateneo una spiegazione ambigua del perché non giocava “There are internal expectations that are required of every player. If you don't comply, you don't play” fino a quando contro Incarnate Word è uscito dalla panchina. Visto che dubbi sul talento del giocatore non sembrano essercene, le scelte di coach Painter possono avere due diverse motivazioni:  vuole dare una lezione al giocatore che poco alla volta riguadagnerà lo spazio che merita (così da dare anche un segnale al resto della squadra) oppure ha problemi con l’uomo ma in entrambi i casi A.J. potrebbe pentirsi di aver scelto di restare.


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