March Madness, si parte! L'analisi del tabellone NCAA 2015
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Ora ci siamo, la March Madness è pronta a partire. Adesso che il Committee ha ufficializzato il tabellone del Torneo 2015 è possibile fare alcune considerazioni sulle squadre presenti ma anche su alcune assenze pesanti. Scorrendo i nomi dei partecipanti si può notare che mancano Florida (7), UConn (17), Nebraska (21), Syracuse (23) e Michigan (24), tutte squadre presenti nelle posizioni indicate del preseason ranking dell’Associated Press, ma anche Pittsburgh, Stanford e Kansas State. I nomi più pesanti sono chiaramente quelli di Florida e UConn che lo scorso 5 Aprile si erano affrontate nella prima National Semifinal e quest’anno non saranno nemmeno presenti nel tabellone. I Gators di Billy Gillespie non hanno superato la perdita di Scottie Wibelkin, Will Yeguete e Patrick Young chiudendo con un record perdente che li terrà fuori dalla post-season, fatto che non capitava a Gillespie dal primo anno a Florida nel 1997. Che gli Huskies avrebbero faticato era chiaro a tutti ma si pensava che Ryan Boatright in campo e Kevin Ollie dalla panchina avrebbero potuto spingere una squadra con poco talento ma purtroppo in stagione UConn non è mai riuscita ad avere una striscia vincente superiore alle 3 partite e grazie al record 20-14 si dovrà accontentare di un invito al Postseason NIT.
Le scelte del Committee in termini di distribuzione dei 68 posti tra le Conference non sono contestabili perché è normale che a farla da padrone siano Majors con Big12 e Big10 che ottengono 7 posti, seguite in scia da ACC e Big East con 6, SEC con 5 e PAC12 a 4. Contestabili sono invece state altre come quella di attribuire un #1 a Wisconsin a scapito di Virginia anche se i numeri appoggiano la scelta in quanto i Badgers hanno chiuso la stagione come RPI 4 e SOS 14 rispetto al RPI 7 e SOS 20 dei Cavaliers (quindi una miglior posizione calcolata con l’algoritmo del Rating Percentage Index a fronte di una Strenght of Schedule più dura).
Guardando il Midwest Region con la classifica RPI, dopo Kentucky e Kansas la miglior squadra è Maryland al 13° posto e quindi sembra scontato che nelle Elite Eight, i Jayhawks avranno l’opportunità di riscattare l’umiliazione subita il 18 Novembre quando i ragazzi di coach John Calipari li hanno battuti 72-40 concedendo un misero 19% dal campo e 11 canestri in tutta la partita. Le sorprese positive e negative potrebbero essere offerte rispettivamente da Buffalo e Butler. I Bulls, all’esordio assoluto nel Torneo NCAA, sono stati penalizzati dal Committee che ha attribuito loro il #12 nonostante siano 28i nella classifica RPI e li ha accoppiati con una West Virginia che è solo 4 posizioni sotto. In panchina al secondo anno c’è Bobby Hurley, 2 volte campione NCAA con Duke, con ogni probabilità l’unico ex giocatore dei Blue Devils ora capo allenatore che non è mai stato assistente di coach-K. Probabilmente i Bulldogs scontano il primo anno nella Big East perché se fino allo scorso anno il loro calendario presentava difficoltà calanti con partite di non-Conference volutamente impegnative per compensare le avversarie di Conference deboli, si è trovata con partite impegnative anche in Febbraio e Marzo che ha chiuso con un 1-4 contro avversare tra le prime 30 RPI.
Il tabellone del West sembra molto equilibrato con ben 15 squadre su 17 tra le prime 60 RPI. La partita più impegnativa mette di fronte #7 VCU e #10 Ohio State, due squadre molto simili che, a prescindere da chi vincerà, avranno buone chance anche al secondo turno con Arizona. La sorpresa positiva poteva venire da BYU, ma è stata clamorosamente eliminata nelle First Four, non sfruttando un tabellone con una Xavier sopravvalutata e poi, sulla carta, una Baylor affrontabile soprattutto se Kyle Collinsworth, recordman NCAA nelle triple-doppie, continuerà a giocare come ci ha abituati. La delusione potrebbe essere proprio Xavier, una squadra che appare troppo Matt Stainbrook-dipendente e non è riuscita a reagire quando il suo centro è andato in difficoltà nella finale di Conference con Villanova.
Nell’East Regional al primo turno non ci dovrebbero essere particolari sorprese con un solo incontro sulla carta equilibrato, quello #8 NC State - #9 LSU, ed uno molto intrigante dove l’esperta Louisville di coach Pitino si trova davanti un’altra esordiente assoluta al Tournament come UC Irvine più conosciuta per la qualità dei suoi corsi di studio, i 3 professori insigniti del Premio Nobel e la particolare mascotte, un formichiere, che per i risultati sportivi. La prima testa di serie a cadere potrebbe essere Providence che ha sfruttato al massimo la sua SOS perché il #6 ad una squadra che in stagione ha perso in trasferta con Boston College ed in casa con Brown, squadre con record abbondantemente negativi e posizioni RPI rispettivamente 167 e 247, non rappresenta la normalità e non garantisce quella tranquillità mentale che nelle partite dentro-o-fuori è importantissima. Northern Iowa poteva ambire ad una posizione migliore rispetto alla sua #5 anche se può sfregarsi le mani perché affronta Wyoming, la #12 più debole del Torneo.
Il South è sicuramente il Regional più difficile con ben 12 squadre su 16 tra le prime 50 RPI e la partita del Round 2 che non si può perdere: #5 Utah-#12 Stephen F.Austin. I Lumberjacks sono una squadra da non sottovalutare che già lo scorso anno sorprese VCU in overtime e quest’anno ha statistiche impressionanti: 9^ nei punti segnati, 1^ negli assist e 5^ nella percentuale dal campo. Di contro gli Utes fanno della difesa la loro forza, concedendo agli avversari meno di 57ppg con un Delon Wright che ruba più di 2 palloni per partita ed ha un Assist-to-turnover ratio a 2,96 a fronte di 5,3 assist per match. Il tabellone prevederebbe nel Round 3 l’incrocio di #3 Iowa State, guidata da Fred Hoiberg che dopo 10 anni nella NBA si è seduto sul pino della sua Alma Mater, con #6SMU che ha in panchina un mito come Larry Brown. Ranking a parte i Cyclones hanno dalla loro il fatto che Hoiberg, avendolo avuto come coach agli Indiana Pacers, conosce Brown che però ha un’esperienza ed un carisma che in pochi possono vantare. Insomma una partita da non perdere. La sorpresa del Regional potrebbe essere una delle 4 squadre citate mentre Georgetown sembra essere stata premiata dal Committee con un #4 insperato e forse immeritato soprattutto per chi nelle partite con squadre tra le top 50 RPI si trova 4-10. Per gli Hoyas non sarà facile nemmeno il primo turno perché si trova ad affrontare una delle migliori squadre offensive della nazione guidata da Tyler Harvey ed i suoi 22,9ppg con un supporting cast internazionale: Venky Jois e Felix von Hoffe australiani, Bogdan Bliznyuk ucraino e Ognjen Milikovic serbo.
Solo il campo ci dirà se Kentucky completerà la perfect season, quale squadra sarà la Cinderella, se per la prima volta una #16 batterà una #1 ma l’interesse per vedere chi solleverà il trofeo è altissimo e se nella notte della Finale, la NBA gioca un’unica partita, ci sarà un motivo!
