"Un'Olimpia difesa e contropiede, ma le avversarie non mancano"

di Fabio Cavagnera
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La Supercoppa Italiana in bacheca è un ottimo inizio, ma ora l’attenzione si sposta sul campionato: domenica sera i biancorossi faranno il loro debutto a Capo d’Orlando, in una stagione italiana dove vincere sarà sempre e solo l’unico obiettivo possibile. Ne abbiamo parlato con Flavio Portaluppi, general manager dei campioni d’Italia, sulle sue sensazioni e pensieri sulla nuova Serie A.

Vincere la Supercoppa è il miglior modo per dare il via alla nuova stagione
E’ iniziata in un modo molto promettente, due buone partite. Un inizio con Cremona un po’ poco attenti difensivamente, poi sei quarti dove invece abbiamo espresso un buon livello di pallacanestro, considerando che siamo all’inizio, con rapidità e difesa solida”.

La squadra ha mostrato la volontà di correre appena possibile, in contropiede o in transizione, spesso anche da canestro subito. E’ sembrato il mantra di questa stagione
Il tipo di pallacanestro che il coach vuole giocare è questo. Una pallacanestro che aumenta il numero di possessi ed anche la spettacolarità del gioco, ma aumenta anche la possibilità di commettere errori. Quindi bisogna essere bravi a correre sotto controllo e ad essere pronti a giocare una buona transizione difensiva. Però la squadra sta lavorando molto bene ed ha le potenzialità per riuscire a farlo, oltre ad avere un centro di stazza da poter coinvolgere nelle situazioni a metà campo".

Se dopo il mercato si dava Milano super favorita, dopo la Supercoppa pare si giocherà in campionato solo per il secondo posto…
E’ molto prematuro fare considerazioni. E’ stato sicuramente un inizio promettente, ma ci sono squadre con giocatori nuovi e molti rookie, che dopo 2/3 mesi avranno la possibilità di avere un rendimento costante ad alto livello”.

Diamo uno sguardo alle avversarie, che sembrano le stesse degli ultimi anni
Mi sembra molto intrigante il quintetto, o i primi sei/sette giocatori, di Sassari, perché hanno potenzialità fisica e talento, saranno un’avversaria di assoluto rispetto. Venezia con la conferma dell’allenatore e parte della struttura del gruppo, Avellino l’abbiamo vista ed ha ampi margini di crescita, c’è Reggio Emilia con il progetto spiccatamente italiano. Poi Cantù ha iniziato molto tardi ed è impossibile da decifrare, ma ha giocatori di livello acquisito, almeno in Eurocup, e Torino è un progetto interessante. Le avversarie dunque non mancheranno”.

Quando arriva Milano, poi, è la partita dell’anno per molte squadre…
A partire dalla prima, a Capo d’Orlando, dove nelle ultime stagioni non siamo riusciti a portarla a casa. Ma è normale, la pressione a Milano è la necessità di ottenere i risultati, mentre per le avversarie è il piacere di affrontare e provare a batterci”.

Il tema degli ultimi giorni è stato il cambio di capitano tra  Gentile e Cinciarini. Tu lo sei stato, cosa vuol dire essere capitano dell’Olimpia?
Per me è stato un grande onore, anche se sono convinto di non essere riuscito appieno nell’obiettivo di rappresentare completamente la squadra, nelle necessità e nei valori che un capitano deve trasmettere. Non è solo una questione di leadership nello spogliatoio, ma di esempio, di comportamenti etici, di razionalità e guidare il comportamento negli altri. E’ un lavoro importantissimo nello spogliatoio, ma ancor più nella connessione tra la società e la squadra”.


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