Pianigiani, un mese di inibizione per l'inchiesta 'Time Out'
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Trenta giorni di inibizione: questa la sentenza del Tribunale Federale nei confronti di Simone Pianigiani, per il coinvolgimento dell’ex ct nell’inchiesta Time Out, quella in cui si indaga sui conti della Mens Sana Siena, fallita nel luglio 2014. Il tecnico non potrà allenare fino al prossimo 8 aprile, ma questa inibizione non avrà alcun effetto sulla sua stagione, visto che attualmente è senza squadra, dopo l’annuncio della chiusura del suo ciclo in Nazionale dello scorso 3 novembre.
“Il Tribunale Federale, nell'udienza del giorno 9 marzo 2016, a scioglimento della riserva, applica al tesserato Simone Pianigiani il provvedimento della inibizione per giorni 30, fino al giorno 8 aprile 2016 (artt. 2,2 e 2,3 Codice Etico ed artt. 2 e 44 Regolamento Giustizia)”, questo lo stringato comunicato con cui la Fip ha annunciato la sentenza. Gli articoli in questione di Giustizia parlano di “obbligo di lealtà e correttezza”, “responsabilità oggettiva per atti di frode sportiva e illecito sportivo”, nonché a livello etico di “principio di legalità” e “principi di lealtà sportiva”.
La posizione penale di Pianigiani, iscritto nel registro degli indagati per evasione fiscale, era stata archiviata per ‘favor rei’ lo scorso gennaio, cioè perché le dichiarazioni contestate erano inferiori alla soglia di punibilità, ma la Procura Federale aveva voluto ascoltare l’ex ct per la parte riguardante la giustizia sportiva. Ora, dopo circa due mesi, è arrivata questa sentenza, che mette la parola fine alla vicenda anche per quanto riguarda la parte sportiva.
