NBA playoffs: dopo la mano dei dios, Houston cerca riscatto
Senza troppi fraseggi, San Antonio con quella stoppata di Ginobili si è presa l'inerzia di una serie in cui hanno pesato finora più gli episodi che non il talento individuale messo in campo da entrambe le formazioni. Partite che sono state discontinue e figlie di parziali, di certo gli uomini di Popovich han dovuto sicuramente faticare con maggior zelo per tenersi stretto quantomeno il fattore campo e nelle ultime due partite hanno risentito di un'assenza non reale quanto invece sostanziale di Kawhi Leonard e Lamarcus Aldridge, un po' spariti nel sottobosco delle situazioni. Houston nell'ultimo match non ha compromesso la sua serie per l'ultima azione del supplementare, quanto più propriamente per il modo di gestire alcune fasi di gara. Se la serie contro OKC aveva già mostrato ai ragazzi di D'Antoni che un uomo solo al comando non risolve le situazioni, gli ultimi 3 minuti dei regolamentari di gara 5 (in cui si entrava con un break di 12-3 per i Rockets) hanno visto un James Harden accentratore, che ha provato senza successo a risolverla da solo. Bisognerà ripartire da qui, dal riportare alle giuste fluidità quel gruppo che aveva saputo mettere in difficoltà concrete San Antonio.
Dopo una gara così combattuta, sarebbe lecito attendersi una sfida ad alto scarto, che può essere tranquillamente il pane quotidiano di entrambe le squadre. Eppure Houston affronta la sua prima win or go home night - di quelle che contano si intende - per la prima volta da tanto tempo a questa parte. L'esperienza conta e non poco a favore dei più anziani Spurs, che con l'infortunio di Nenè possono usare tecnica e tattica in vernice. Uomo chiave del match potrebbe essere Trevor Ariza, che da numero sposta e non poco gli equilibri ed in tutte le gare casalinghe è stato il vero principe dell'attacco di quelli in maglia rossa. Sul fronte opposto, in casa Popovich, la crescita esponenziale di Mills sembra aver risolto il problema Parker almeno temporaneamente, con Ginobili che dalla panchina può portare esperienza e giocate. È l'impatto degli inaspettati che potrà spostare, con Simmons che ha già dimostrato tante doti per i neroargento e Capela che da solo dovrà vedersela con i lunghi avversari senza incappare in falli che costringerebbero il buon Mike D'Antoni a quintetti sperimentali. Dopo tanti botta e risposta, è il tempo di vedere chi porterà a casa questa serie equilibrata, con gli Spurs che vorranno chiudere la pratica il prima possibile mentre Harden e soci vorranno riprendersi inerzia e psicologia del confronto portandolo a gara 7.
Vietato annoiarsi dunque. Dato curioso: entrambe le squadre hanno visto tra le proprie fila alcuni dei pivot più dominanti della storia del gioco, citiamo per esempio Duncan, Robinson, Olajuwon, Horry, eppure tanti momenti di questa serie saranno ricordati come il rincorrersi tra Ryan Anderson e Pau Gasol, unici lunghi in quintetti davvero piccoli e veloci. Interessante comunque come entrambi verranno utilizzati, con l'ex Grizzlies che ha fatto arrabbiare e non poco il suo coach per la mancata reattività sul passaggio del canestro annullato di Mills sulla sirena dei regolamentari, mentre l'ex Pelicans tra tanti up and downs in questa serie può far valere la sua legge con le sue triple ignoranti.
