Alla notizia dell’esclusione di Kawhi Leonard da gara 6 contro i Rockets, in molti hanno pensato di proiettare la loro mente già a gara 7, ma è stato l’errore più capitale che si possa fare con una squadra che fa della circolazione, della spartizione delle responsabilità e della coesione un credo.
I San Antonio Spurs hanno messo un altro mattone nella loro incredibile storia di successi andando non solo a vincere, ma letteralmente a dominare la sesta partita contro i Rockets che avevano le spalle al muro e vedevano l’eliminazione in faccia.
Con tutta la voglia di riscatto dopo una cocente sconfitta come quella di gara 6, D’Antoni e i suoi avrebbero dovuto aggredire la partita sin dalla palla a due e invece quella tensione stimolante si è tramutata da propellente a incredibile freno per l’efficacia.
Ne è nata la peggior partita dell’annata, solo 75 punti segnati da un attacco normalmente detonate e la peggior prestazione di James Harden nei playoffs dai tempi di Oklahoma City.
Il Barba ha chiuso con 2-11 dal campo, 10 punti e sei palle perse in quella che più che una partita è assomigliata a un incubo: mai in ritmo, poco lucido nelle scelte seguendo la falsa riga di un finale di gara 5 a dir poco problematico e anche dei compagni che non hanno saputo rispondere presente.
In una partita di tale importanza è molto probabile che se la stella stecca pesantemente, diventa difficile trovare soluzioni. Ovviamente è vero per tutti tranne che per i San Antonio Spurs, visto che la loro stella non ha steccato la partita, visto che proprio non ha messo piede in campo. La grande capacità di questa camaleontica squadra è di trovare sempre nuove risorse e questa notte si è chiamata LaMarcus Aldridge che è stato quasi dannoso per gran parte della serie, ma ha cambiato canale proprio nel momento cruciale, quando i suoi avevano assoluta necessità di uno step up. Sono 34 i punti di LMA in completo dominio come non si vedeva dai tempi dei Blazers e rispondere presente in un’occasione così, riporta a buoni livelli le sue quotazioni. Ormai sono finiti gli aggettivi per Jonathon Simmons che ne ha prodotti 18 partendo in quintetto al posto di Leonard e un gruppo che con il proprio coach è andato svariate volte oltre i propri limiti.
Di certo per battere i Warriors servirà un miracolo fisico e la presenza di Leonard al 100% (Per gara 1 dovrebbe essere pronto). Non è detto che basti, ma lo showdown tra le prime due teste di serie sarà tutto da gustare.
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