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 Giovedì 29 Ottobre 2015
NBA PREVIEW

Dallas Mavericks: la preview della stagione

La commedia di Jordan, l'acquisto di Matthews e Williams, con la sensazione che sia una squadra incompleta.
25.10.2015 16:02 di Simone Mazzola Twitter:   articolo letto 200 volte

L’inizio della scorsa stagione aveva riportato i Dallas Mavericks tra il novero delle contender per il titolo. Il gioco della squadra di Carlisle era perfetto, con interpreti adatti ai loro ruoli e una fluidità di rara efficacia. Tutto sembrava essere al posto giusto per riprovare quello che riuscì nello stesso modo nel 2006. Come dicono gli americani “If it ain’t broke don’t fix it”, ma Cuban ha voluto comunque cercare di rendere perfetta una squadra che se non lo era ci andava molto vicino, ma portando a casa Rajon Rondo non solo ha preso un giocatore in pieno declino, ma anche fatto saltare in aria con il tritolo tutto quello che era stato costruito nell’ultimo biennio, arrivando a inventarsi un suo infortunio nei playoffs pur di levarselo di torno. A tutto questo aggiungiamo che hanno dovuto disfarsi di un giocatore perfetto come backup del centro come Wright e un solido backup come Crowder che quest’anno avrebbe fatto molto comodo.

In questo modo Cuban è diventato il bersaglio principale delle critiche, oltre ovviamente al giocatore, ma durante l’estate è stato addirittura ricoperto di ridicolo riguardo all’affare Jordan. Purtroppo la colpa non è sua, ma il fatto che avesse già firmato DeAndre Jordan e che poi con una scena onestamente grottesca il giocatore sia rimasto chiuso in casa coi suoi vecchi compagni che lo hanno convinto a rifirmare con LA (anche con metodi non proprio legali come ha dimostrato la lega comminando una multa), ha fatto saltare in aria un’altra corsa da contender.
Con Jordan questa sarebbe stata una squadra perfetta anche per la difficile Western Conference, perché aver riportato a casa Deron Williams significa concedergli una chances di rilanciarsi a casa sua e quindi con buone probabilità di successo, aver portato a casa Wes Matthews, ovvero l’epitome del 3&d player, è un colpo che dà grande solidità, se a questi aggiungiamo Parsons, un Nowitzki non più da 25/30 a partita ma sempre leader e il fantomatico Jordan, staremmo parlando di un quintetto da top 3 dell’ovest. E non è finita se consideriamo che dalla panchina sarebbe comunque uscita gente come JJ Barea, Devin Harris che ha trovato l’America con Carlisle e un Charlie Villanueva e un centro da definirsi che poteva tranquillamente essere Sam Dalembert (ora in odore di taglio), ci sarebbe stato da divertirsi in Texas.
Ora senza un vero centro e la presenza di Pachulia al posto di Jordan, le previsioni danno i Mavs intorno al sesto settimo posto, avendo allungato più soldi sia a Matthews (che comunque viene da un season ending injury al tendine d’achille) e a Barea, ma l’impressione è che si sia perso l’ultimo treno disponibile per Dirk di arrivare al titolo.

Nonostante le cifre e i rispettivi plus/minus dei giocatori a disposizione dica che i Mavs sono una squadra da corsa, l’impressione è che il campo dirà qualcosa di diverso, nella classica situazione del “vorrei ma non posso”. Questa squadra è l’esempio di come una singola mossa avventata in un nucleo che sta andando bene, possa non solo mandare a sud una stagione, ma anche le seguenti in un pericoloso vortice. Il lavoro di Carlisle sarà lungo e difficile.

Previsione record: 42-40


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