Ancora una volta i Sixers vanno vicini alla prima vittoria stagionale, ma devono arrendersi nel finale agli Houston Rockets. Jahlil Okafor è regolarmente in quintetto per i suoi nonostante le vicende extra cestistiche e nel quarto periodo Phila raggiunge anche i sette punti di vantaggio, poi un James Harden versione cinquantellista ricuce lo strappo e porta avanti i suoi che nel finale sembrano controllare il match. I Sixers non mollano, ritornano a un possesso di distanza e con il volontario errore ai liberi di Covington provano a portare la partita all’overtime, ma il tentativo è vano e i Rockets vincono.
A Indianapolis va in scena uno scontro di altissima Eastern Conference tra i Pacers e i Bulls con la sfida nella sfida tra Jimmy Butler e Paul George. PG è in un momento d’ispirazione notevole e ne mette 33 per i suoi, mentre Butler si ferma a quota 16.
La partita è equilibrata e tosta con i Pacers che impattano meglio nel primo quarto, riescono a costruirsi un margine di vantaggio che manterranno per tutto il match, quarto periodo compreso dove i pick and roll di Paul George da bloccante sono un rebus irrisolvibile per la difesa dei Bulls.
Gli Atlanta Hawks dopo aver ritirato la maglia di Dikembe Mutombo in casa, volano a Memphis e giocano una partita d’insospettabile autorità contro i Grizzlies, condotti da un intero quintetto in doppia cifra che ha nei 23+14 di Paul Milsap la ciliegina sulla torta.
L’equilibrio e la forza degli Hawks escono nel quarto periodo, dove un attacco armonioso e rapido sui 28 metri condanna gli avversari sotto 116 punti.
A Charlotte Cam Newton, quarterback degl’imbattuti Carolina Panthers di NFL, assiste all’arrivo in città di LeBron James e sceglie una bella partita per spendere il suo day off, infatti si viaggia punto a punto, con gli Hornets che provano anche la fuga nel quarto periodo con la tripla di Nic Batum, ma la rimonta dei Cavs con James è dietro l’angolo e arriva con precisione. E’ JR Smith con un canestro dei suoi e la bomba su assists di LBJ a chiudere la contesa nel finale.
I Warriors non sembrano intenzionati a fermarsi, infatti battono a domicilio i Phoenix Suns sotto 133 punti e ben 44 nel solo primo quarto. Steph Curry ne mette 41 in tre quarti e sigla insieme ai compagni il record di franchigia di 22 triple a bersaglio. Inutile dire che con queste cifre le possibilità dei Suns di restare in partita sono praticamente nulle.
Il 'Black Mamba' non morderà più. Dalla prossima stagione, il mondo NBA sarà un po' più povero: non ci sarà più Kobe Bryant ad illuminare i parquet con le sue straordinarie giocate, che l'hanno reso uno dei giocatori migli...
(Oakland) I Sacramento Kings, privi della loro stella DeMarcus Cousins, escono sconfitti in casa dei Golden State Warriors (101-120).
Marco Belinelli e' autore di una prestazione opaca, con 5 punti in 22 minuti, con 2-10 dal campo e un insolito 0-7 da tre punti....