Come ben sappiamo gli americani hanno il dono della sintesi e la capacità innata, dettata dalla loro lingua, di essere chiari e incisivi con poche parole per esprimere un concetto lungo.
Accendendo il cellulare questa mattina il primo messaggio che ho ricevuto, aveva proprio questa frase ed è il perfetto riassunto della stagione dei Boston Celtics fino a oggi.
L’inizio dei biancoverdi porta a pensare che siano la squadra del destino: dopo l’infortunio choc di Gordon Hayward che aveva tagliato le gambe alle aspirazioni, due sconfitte in altrettante partite sembrava già tutto andare a sud, ma da lì sono arrivate quattordici vittorie consecutive hanno detto che Brad Stevens è sempre uno dei migliori coach in assoluto, che Jayson Tatum sia stata un’ottima scelta e che l’intesa tra Kyrie Irving e Al Horford è già telepatica. Kyrie è stato in grado di decidere partite nel finale, ma al contempo farle decidere anche a Horford come la vittoria ad OKC dove ha creato vedendo sapientemente finalizzare dal compagno ex Hawks.
L’apporto di Jaylen Brown sta stupendo tutti e il giovane giocatore dei Celtics è semplicemente una delle chiavi di queste vittorie, dove ha dimostrato di essere pronto a un ruolo di rilievo anche nella squadra di Irving e Horford e che in ottica Hayward potrebbe addirittura creare problemi di sovrabbondanza.
Non doveva neanche giocare contro i Warriors la notte scorsa, perché ha appreso della morte del migliore amico in condizioni sospette in quel di Atlanta: “Non ero in condizione di giocare e non volevo farlo fino a poche ore prima della palla a due, poi ho parlato con la sua famiglia, ho pensato che lui avrebbe voluto vedermi in campo e allora ho raccolto la sfida”.
Sono suoi i 22 punti che propiziano il parziale di 19-0 che ha segnato la rimonta, oltre a canestri cruciali.
Questi Celtics ci sono per davvero. Sapere se questo basterà anche a maggio è difficile, ma di sicuro saranno nella lotta per il titolo.
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