Tante aggiunte di mercato nell’estate NBA, tanta curiosità nel vedere all’opera i nuovi arrivi ma allo stesso tempo tante incognite sulla adattabilità dei nuovi giocatori. Quale potrebbe essere l’aggiunta peggiore?
Carmelo Anthony (Houston)
In ordine di tempo è stata l’ultima grande aggiunta del mercato NBA, e due mesi fa -quando sembrava ancora difficile il rinnovo di Paul George con i Thunder- in pochi avrebbero immaginato un finale del genere. È una mossa “high risk high reward”, ma la combo tra un giocatore reduce dalla peggiore stagione in carriera e una squadra che ha perso dei punti cardine sui due lati del campo non autorizza all’ottimismo.
Dwight Howard (Washington)
Strana carriera, quella della prima scelta al draft 2004. Una sola squadra nelle prime sette stagioni NBA (Orlando), cinque nelle ultime sette. I Wizards saranno la quarta squadra nelle ultime quattro stagioni del nativo di Atlanta, sempre accompagnato alla porta per problemi di chimica nello spogliatoio negli anni precedenti (seppur le cifre tenute su in maglia Hornets sono le migliori dal 2014). Inserire il suo profilo in uno spogliatoio che l’anno scorso ha visto storie abbastanza tese… non lascia stare tranquilli.
Jabari Parker (Chicago)
Dopo quattro stagioni condizionate da due infortuni complicati e un inserimento alquanto difficile nelle chimiche dei giovani Bucks, la scelta numero 2 del draft 2014 è “tornato a casa”. Nella sua nativa Chicago Parker avrà sicuramente spazio e minuti, ma il suo contratto non autorizza sonni tranquilli, vista la team option sulla stagione 2019-20. Un binomio da seguire con interesse.
Lance Stephenson e Rajon Rondo (LA Lakers)
Nella squadra di “misfits” che sono i nuovi Los Angeles Lakers di LeBron James, le due firme di “Born Ready” e dell’ex play dei Celtics hanno fatto alzare più di un sopracciglio. Se l’ultimo Rondo visto in maglia Pelicans può far sperare bene, è totalmente impronosticabile quello che ci si può aspettare dall’ex giocatore dei Pacers.
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