A Minnesota arrivano i Clippers e c’è anche Chris Paul in quintetto che si toglie lo sfizio di segnare anche un canestro da metà campo. Dall’altra parte c’è Ricky Rubio che prova a dare imprevedibilità all’attacco, ma il dominio dei Clippers è nel pitturato con Jordan che chiuderà a 20 punti, 12 rimbalzi e 4 stoppate, mentre Griffin a 16+11 compreso un poster subito dal sempre simpatico Garnett che non manca di commentare.
Nonostante Minnie si affacci al quarto periodo in vantaggio, concede ben 39 punti negli ultimi 12 minuti, permettendo ai Clips di rimontare e chiudere il match. Tante emozioni a Chicago dove i Suns passano nel finale dopo essere stati sotto di cinque con poco più di un minuto da giocare. Succede tutto nelle battute finali, quando la tripla di Butler del +5 sembra chiudere i giochi, invece l’appoggio di Blaedsoe dopo la rubata pareggia i conti e sull’ultimo possesso i Suns sbagliano, ma Teletovic vola, cattura il rimbalzo e cadendo all’indietro segna il canestro vittoria praticamente sulla sirena, dopo che la palla ha ballato sul ferro per un paio di rimbalzi. E’ una brutta beffa per i Bulls, ma una festa per i Suns.
A Milwaukee arrivano i Blazers e compiono quello che si può definire un suicidio perfetto andando a perdere una partita sostanzialmente già vinta.
Anche in questo caso tutto avviene nel finale, quando i Blazers sono prima a+ 6 e poi a +4 con 15” da giocare. La tripla di Mayo fa -1, sulla rimessa i Bucks decidono di non fare fallo, ma di cercare il furto così Carter-Williams e Antetokounmpo accerchiano McCollum rifugiandosi in una palla a due. Milwaukee la controlla e va in attacco confezionando il canestro vittoria con Greg Monroe da vicino.
Al Madison Square Garden va in scena lo scontro generazionale tra Dirk Nowitzki e Kristaps Porizngis. Wunder Dirk dimostra di apprezzare l’avversario lettone e per questo gioca una partita da vero campione segnando 25 punti. Il rookie non sta di certo a guardare e proprizia nel quarto periodo una clamorosa rimonta dei padroni di casa con 29 punti. Avrebbe anche in mano la tripla del -1 dopo una sua stessa stoppata nel finale, ma un banale fallo in attacco di Anthony vanifica tutto e regala la vittoria a New York.
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