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 Mercoledì 17 Dicembre 2014
 
NBA

Parker contro Wiggins, è l'NBA del futuro

Le due prime scelte hanno dimostrato di avere impatto da subito, mutando sensibilmente la concezione su di loro in sede di preview
27.11.2014 19:30 di Simone Mazzola Twitter: @simonedatruth  articolo letto 189 volte

Nella notte si sono affrontate le due prime scelte dello scorso draft con la vittoria dei Milwaukee Bucks sui Minnesota Timberwolves e il dibattito aperto su chi stia avendo miglior impatto sulla propria squadra e nell’NBA in generale.

Andrew Wiggins- E’ il miglior marcatore tra i rookies a 12.5 punti di media e dopo i 29 messi a segno sabato si sono accorti tutti che forse il suo attacco e la sua capacità di mettere punti a tabellone non sono così relativi come si pensasse. Ad aiutare la produzione ci sono i 3.8 tiri liberi tentati a partita, un buon numero se realizzati con un discreto 71% e se consideriamo che LeBron James ne tirava 5.3 nella sua stagione da rookie.
Il suo tiro è molto migliore del previsto e al momento viaggia con il 50% dall’arco e con più che buone percentuali nel catch and shoot con addirittura il 50% (11-22) dal lato destro del campo. L'aspetto più migliorabile del suo attacco è il ball handling perché nonostante un atletismo al di sopra della norma, spesso le sue penetrazioni vengono rallenate da una mancanza di controllo sul pallone, inficiandone così l’efficacia. Kevin Durant è diventato un ancora miglior realizzatore quando ha migliorato le sue capacità di controllo e viene da pensare che possa succedere anche per Wiggins visto che ha dato dimostrazione finora di avere molti più ups offensivi rispetto al suo avversario.
Dal punto di vista difensivo è probabilmente un passo indietro rispetto alle aspettative perché ha la sinistra tendenza a saltare sulle finte (cosa che gli è costata una partita con il canestro e fallo su Jimmy Butler a inizio stagione) e a non essere sempre ben posizionato per il rimbalzo (mai più di sei fino ad ora). Sicuramente considerati i mezzi atletici e la propensione all’attività potrebbe e dovrebbe prenderne di più e soprattutto essere più coinvolto nell’azione dopo il tiro, perché anche sotto il tabellone avversario produce poco stazionando molto lontano da canestro.

Jabari Parker- Contrariamente a quanto scoutizzato il suo tiro non è ancora troppo affidabile e il suo 61% dalla lunetta è davvero preoccupante. Ha il vantaggio di essere schierato in alcune occasioni da stretch-four e questo gli permette di essere più veloce dei suoi avversari sfruttando la buona velocità di base e un ottimo controllo del corpo e del ritmo. Non è in grado come Wiggins di portare a casa molti tiri liberi e quindi punti facili a gioco fermo, sebbene peschi qualche canestro a partita grazie alla sua voglia e rapidità nel correre in campo aperto.
Il suo ball handling è l’arma segreta che gli permette di poter condurre un contropiede o creare dal palleggio anche grazie al suo ottimo lavoro di piedi e una buona proprietà dei fondamentali. La sua non eccelsa capacità di finire in traffico non chiama ancora tanti aiuti e rotazioni nelle difese avversarie, ma quando questo arriverà ci saranno anche molte più possibilità di assists per lui.
In difesa fatica maggiormente nel contenere gli uno contro uno perché nonostante usi competentemente i piedi in attacco, ha molte difficoltà in più in difesa dove soffre i rapidi cambi di ritmo. Spesso è costretto a difendere su giocatori più alti e grossi di lui, per questo fatica a contestare i tiri ma è anche molto più coinvolto nelle situazioni di rimbalzo dove ha dimostrato di avere un grande feeling e tempismo. La sua voglia e propensione nel rendersi utile anche quando non ha la palla in mano lo rendono un giocatore molto versatile e potenzialmente utile alla sua squadra in tanti modi.


In definitiva molte delle valutazioni sui due giocatori e le proiezioni in un basket NBA sono state parzialmente confutate perché per l’ennesima volta si riconosce che l’NBA è una lega da provare e solo dopo quel momento si possono valutare e riconoscere i vantaggi e le lacune dei giocatori. Si pensava a Wiggins come l’all-around player ancora da rifinire in attacco e invece si dimostra quello con più potenziale offensivo se si guarda nel medio lungo periodo. Dall’altra parte Parker sta mostrando una miglior attitudine nel rendersi utile in vari aspetti del gioco, quindi è meglio limitarsi ad analizzarli ora e valutare solo da quello espresso in queste prime partite di stagione che giocatori potranno diventare tra qualche anno.


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