Carica Brooks: “Mandiamo Shved fuori ritmo e vinciamo a Mosca”

I biancorossi volano in Russia per la sfida di domani contro il Khimki
27.02.2019 13:44 di Fabio Cavagnera Twitter:   articolo letto 1654 volte
© foto di Alessia Doniselli

Se buona parte dell’Olimpia Milano ha avuto un paio di giorni di riposo e, successivamente, la possibilità di preparare con calma la gara con il Khimki Mosca, è stata una settimana molto intensa per Jeff Brooks. L’americano ha giocato prima con i biancorossi la gara con il Maccabi e, meno di 24 ore dopo, la sfida decisiva per la qualificazione Mondiale con la Nazionale italiana. “Un momento speciale” ha detto ai nostri microfoni parlando del pass per la Cina, ma ora è tempo di concentrarsi nuovamente sull’AX Armani Exchange, per la fondamentale trasferta di Mosca.

I padroni di casa ritroveranno la loro stella Shved ed è lui l’avversario in primo piano: “E’ l’uomo da fermare, crea dal pick&roll, in isolamento e con i tiri da 3 in transizione – ha spiegato Brooks – In particolare, quando gioca in casa ed è spinto anche dal pubblico amico”. Il piano per tornare dalla Russia con i due punti è quindi “mandarlo fuori ritmo, soprattutto nell’uno contro uno e nel suo ‘catch and shoot’”. Ma ovviamente, ci saranno anche altri giocatori da tenere d’occhio: “Certamente, è una partita difficile ed importante per noi. Proseguiamo quanto fatto col Maccabi”.

Quella gara con gli israeliani può essere stata una svolta della stagione: “E’ stata la reazione perfetta, dopo la brutta sconfitta in Coppa Italia. Tornare a Milano, giocare come una vera squadra e vincere in Eurolega, è stato un ottimo segnale”. Con un Jeff Brooks sempre più presente, anche in attacco: “Quando arrivi in un nuovo sistema, devi entrare nei meccanismi e capire esattamente cosa serve alla squadra – ha spiegato - Ora conosco il sistema ed i compagni, così gioco un po’ più libero e più sicuro anche in attacco. Spero vada avanti così, ma se non troverò la via del canestro, la cosa più importante è lottare sempre duro in difesa ed a rimbalzo perché questo è il mio lavoro”.

(ha collaborato Ennio Terrasi Borghesan)