L’Olimpia Milano arriva alle Final Eight di Coppa Italia con buone sensazioni: il primato in classifica, una discreta condizione fisica (escluso l’infortunato Gentile) ed una crescita mostrata in questo inizio di 2016. I nuovi innesti hanno dato subito un nuovo slancio alla formazione di Jasmin Repesa: la leadership di Mantas Kalnietis, l’energia e la classe di Rakim Sanders e, da ultimo, anche la forza fisica di Esteban Batista. Qualità che scarseggiavano nel roster di inizio stagione, che ora appare decisamente più completo e pronto per lottare per i prefissati traguardi stagionali.
La trasferta di Pistoia ha dato una conferma dello stato di forma fisico e mentale positivo dei biancorossi, che hanno portato a casa due punti su un campo difficile, mostrando degli sprazzi di gioco di alto livello, sia nella fase offensiva che (soprattutto) difensiva. Un buon viatico per affrontare un impegno negli ultimi anni andato sempre di traverso all’EA7-Emporio Armani: sarà la vera prova del nove per verificare il salto di qualità. Per capire se ci sarà ancora quella ‘paura’ della gara da dentro o fuori, oppure se questo gruppo riuscirà a vivere finalmente l’evento con la giusta tensione, ma senza eccederne.
La nota negativa arriva ancora dalla mancanza di continuità, dall’incapacità di gestire vantaggi importanti. Una grande squadra deve chiudere la partita, quando va oltre i 10/15 punti di vantaggio, invece l’Olimpia tende troppo spesso a far rientrare gli avversari. Mettendo così a rischio vittorie già conquistate, come poi accaduto con Avellino. Sarà un aspetto fondamentale non solo nel prossimo weekend ad Assago, ma anche per il resto della stagione, quando tra Eurocup e playoff ogni gara sarà decisiva ed un punto in più (o in meno) di vantaggio potrà cambiare la storia tra qualificazione ed eliminazione.
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