1000 triple per Thompson, gli immarcabili Splash e ora arrivano gli Spurs
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E’ la partita dell’anno e abbiamo trattato ieri di come ci arrivano gli Spurs, da imbattuti in casa, in grande forma e con il processo di cambio leadership in corso, ma in realtà già avvenuto con Leonard che ha le chiavi della squadra in mano.
Il discorso per i Warriors è diverso, perché è ben noto ormai da tempo chi ha le chiavi in mano della squadra, visto che sta giocando un basket incredibile: “Steph è qualcosa di mai visto prima -dice Nowitzki suo ultimo avversario- sta ridefinendo i concetti del gioco ed è per questo che tutti guardano a lui come la stella del momento”. Di sicuro la presenza di Steph è semplicemente fondamentale per i Warriors, ma bisogna considerare anche quella di Klay Thompson che ha interpretato il ruolo di secondo violino in una squadra da titolo come meglio non si poteva: “Molte squadre hanno una stella che può segnare in qualsiasi modo, ma i Warriors ne hanno due -continua Nowitizki- e possono segnare 15-20 triple a partita. E’ incredibile”.
Effettivamente sulla testa dei Mavericks ne sono cadute ben sedici dalla famosa coppia con Thompson che ha realizzato la sua millesima in carriera, poco dietro il compagno per giorni impiegati a produrle.
Ora lo sguardo va alla partita con gli Spurs, dove tutto il mondo sarà alla porta per aspettare l’esito di quella che rimane una partita e in quanto tale non ancora decisiva per l’assegnazione dell’anello, ma di sicuro può dare delle indicazioni molto più reali rispetto alla non competitiva dell’andata.
Kerr ha detto che non avrà a disposizione Andrew Bogut e questo potrebbe essere un fattore non indifferente per i campioni in carica che dovranno fronteggiare spesso il doppio lungo degli Spurs con Duncan e Aldridge. Questo potrebbe ancora di più esasperare le scelte perimetrali di Kerr e, per paradossale che possa sembrare, fare ancor più male agli avversari.
