E’ tutto pronto.
I San Antonio Spurs arrivano allo scontro con i Golden State Warriors da imbattuti tra le mura amiche. Tutti gli appassionati hanno segnato con il circoletto rosso sul calendario la partita tra le due dominatrici della lega che non hanno ancora perso rispettivamente in casa visto che gli Warriors hanno già demolito i loro rivali nel primo atto.
Che possa succedere la stessa cosa al contrario sembra difficile, ma la partita sarà sicuramente per palati fini, visto che non bisogna aspettarsi un’altra beneficiata dei campioni.
San Antonio ha vinto anche l’ultima partita casalinga arrivando alla trentaquattresima vittoria consecutiva e consegnando all’ex LaMarcus Aldridge una soddisfazione contro la sua ex squadra.
Il dominio interno degli Spurs è quasi imbarazzante, essendo anche migliore di quello dei Warriors e sebbene la stagione fatta registrare dalla truppa di Popovich sia ai limiti della realtà, c’è chi come Curry e compagni la svalica ampiamente.
Ormai San Antonio è la squadra di Kawhi Leonard e in seconda battuta di LaMarcus Aldridge, ma avere Duncan, Parker e Ginobili a disposizione e soprattutto fatti ruotare e riposare con sagacia, rende San Antonio automaticamente l’antagonista principale sulla via del repeat. Addirittura i bookmakers ritengono che, nonostante tutto, San Antonio sia leggermente favorita per la vittoria finale e gli appassionati già sognano una finale di conference a sette partite tra queste due squadre.
Curry e compagni hanno leggermente rallentato dall’insostenibile dominio mostrato per tre quarti di stagione, ma questo non ha impedito loro di continuare a vincere con insospettabile regolarità.
In Texas stanno aspettando questo rematch dal -30 “dell’andata”, mentre per i Warriors è un’occasione davvero ghiotta per rimancare (ancorchè ce ne fosse bisogno) che nessuno può essere al loro livello.
Il ritmo con cui giocano i Warriors è evidentemente insostenibile per gli Spurs, quindi sarà facile capire dopo una buona fetta di partita che binari possa prendere e chi possa essere il vincitore.
Gli alti ritmi, l’entrata presto nei giochi offensivi e una perimetralità mai vista sono le chiavi dei Warriors che si metteranno di fronte alla squadra che più di tutte va in post basso, produce punti da quella posizione e soprattutto grazie a quel tipo di attacco può controllare e abbassare i ritmi. In sostanza due modi di fare pallacanestro quasi agli antipodi, ma comunque vincenti. Per confermare ancora che non c’è un metodo vincente per definizione, bensì c’è quello vincente in base ai giocatori a disposizione. Quindi tornate presto dalle discoteche sabato notte e tenetevi in fresco una birra per godervi questo grande spettacolo.
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