Rivoluzione in NBA: via libera agli sponsor sulle divise dal 2017Anche la NBA metterà sulle proprie divise il nome degli sponsor.
Ed alla fine anche la NBA si è arresa. La National Basketball Association ha annunciato che il consiglio di amministrazione della lega ha approvato un programma pilota di tre anni per permettere alle 30 franchigie di inserire un logo pubblicitario sulle proprie divise da gioco a partire dalla stagione 2017-2018. La stessa stagione in cui, dopo anni di brandizzazione 'Adidas', le canottiere verranno griffate 'Nike', con il baffo più famoso del mondo che comparirà su tutte le divise da gioco. Per i puristi delle NBA Jerseys si tratta di un vero e proprio choc ma a spiegare l'utilità di tale provvedimento è stato lo stesso Commissioner della lega, Adam Silver. "Cominciamo col dire che questo provvedimento non andrà ad influenzare la concorrenza. Ciò di cui stiamo parlando è una patch sulla divisa da gioco. Uno dei motivi che ci ha spinto a portare avanti questo progetto è che ciò creerà un ulteriore investimento di tali società nel nostro campionato. Una volta che tali società avranno apposto il proprio nome sulle nostre divise useranno i propri mezzi per promuovere ulteriormente la NBA nel mondo ed è probabilmente questo il motivo principale che ci ha spinto a compiere questo passo", le sue parole raccolte da Rachel Nichols. Secondo quanto riferisce ESPN, le 30 franchigie si aspetterebbero di ricavare circa 4-6 milioni di dollari a stagione per ciascuno sponsor per un aumento delle entrate complessivo pari a 120-180 milioni di dollari. Il ricavato verrà considerato come reddito relativo al basket e, quindi, spartito tra i giocatori. Per evitare che i nomi degli sponsor possano risultare troppo invadenti ed ingombranti, la NBA ha fissato delle dimensioni standard che dovranno necessariamente essere rispettate: nessuna patch potrà infatti avere dimensioni maggiori di 2,5 pollici x 2,5 pollici (circa 6 cm per 6 cm). Il motivo è che si vuole evitare quanto già accade in WNBA, dove dal 2009 è possibile inserire sulle divise i marchi degli sponsor che spesso risultano anche più grandi del nome vero e proprio della franchigia. Al contrario di quanto succede in NBA, in Europa, soprattutto per quanto riguarda Premier League, i siti di gambling la fanno da padrona, insieme a molti altri sponsor provenienti dal mercato asiatico. Nel campionato di massima serie calcistica inglese, infatti, passiamo dai vari brand di gamblig tra i quali spicca il gruppo Mansion (che include siti come Casino.com, e che sponsorizza in Premier addirittura due squadre, rispettivamente Bournemouth e Crystal Palace), fino ad arrivare ai giganti d’Oriente quali Fly Emirates, Yokohama e le due tailandesi Chang Beer e King Power (main sponsor del Leicester dei miracoli di Claudio Ranieri). Altre notizie - NBA playoff
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